Post-Covid, l’Europa crescerà più degli Usa. Ecco perché

Secondo il capo economista per l' Europa di Goldman Sachds, Jari Stehn, la severità ha permesso un controllo sul virus che permetterà in Europa "una ripresa verticale e fluida".

Il modo in cui viene gestita ed è stata gestita nelle settimane passate l’emergenza Covid-19 potrà avere riflessi sulla ripartenza? Seconso diversi analisti economici, fra cui la banca d’affari Goldman Sachs, sì. E probabilmente l’Europa finirà per uscirne meglio rispetto agli Stati Uniti, la cui ‘leggerezza’ nella valutazione del virus e dei relativi impatti potrà essere pagata cara sul lungo termine.

Medio-lungo termine
Non si tratta ovviamente di prospettive immediate, che anzi vedono numeri opposti. Il rallentamento economico e la contrazione del Pil nel secondo trimestre risultano più gravi in Europa rispetto agli Usa (12% contro 10%). Ma la maggior severità con cui gli stati europei hanno affrontato l’epidemia finirà per ripagare sul medio-lungo termine, perché come spiega il capo economista Di Goldman Sachs per l’Europa, Jari Stehn, la severità ha permesso un controllo sul virus che permetterà in Europa “una ripresa verticale e fluida”.

Secondo i calcoli di Goldman Sachs, nell’ anno in corso tutte e due le federazioni pagheranno salato, con gli Usa che avranno una contrazione di almeno il 5,1 per cento e l’ Europa del 6,2 per cento. Ma a partire dal 2021, l’Europa crescerà al ritmo del 6,4 – cioè più del doppio rispetto agli Usa – che si fermeranno a un 2,8. Nel rafforzamento dell’euro, che è al massimo degli ultimi due anni nel cambio col dollaro (è cresciuto del 6%solo negli ultimi due mesi), si può percepire un riflesso anticipato di queste previsioni.

Il Wall Street Journal conferma
Stesse percezioni fra gli osservatori. L’Europa – ragiona il Wall Street Journal – sembra favorita dall’aver applicato chiusure più severe nella fase più acuta della crisi. L’ultimo indizio in tal senso è arrivato dagli indicatori Pmi, che registrano le impressioni dei direttori agli acquisti in azienda: andamento asfittico per l’economia negli Stati Uniti, inferiore alle attese degli analisti, mentre l’Europa ha imboccato una pur timida via della ripresa, timida soprattutto per il sostanziale azzeramento delle attività turistiche.

Stando al Fondo Monetario Internazionale, negli ultimi 28 anni solo in otto occasioni l’Europa ha potuto vantare un pil maggiore degli Usa. Lo stesso capo economista della Goldman Sachs, Bruce Kasman, ammette che il loro ottimismo circa il futuro europeo può stupire: “Può sembrare strano che noi crediamo che l’ Europa si riprenderà prima e meglio dice Kasman all’ agenzia Bloomberg -, ma loro hanno rotto la catena, e la mobilità va crescendo senza che si verifichi una crescita del virus, grazie al contact tracing, alla volontà di indossare le maschere e al rispetto delle distanze sociali”.

E qui entra in gioco anche la campagna elettorale per le prossime presidenziali, in cui Donald Trump dovrà presumibilmente fare i conti proprio con la gestione del coronavirus. Bloomberg spiega infatti quel che tanti economisti e scienziati avevano tentato di comunicare al presidente, e cioé che senza fermare il virus non si può sperare di rilanciare l’ economia: “L’ incapacità dell’ America di controllare la pandemia ha messo il freno alla ripresa”.

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