PNRR e riforme, alta tensione Letta-Salvini

Tra i due non sembra essere scoccata la scintilla d'amore (politico), in compenso sale l'asticella della tensione

Niente da fare. Tra il Segretario Pd Enrico Letta e il leader del Carroccio Matteo Salvini non sembra essere scoccata la scintilla dell’amore (politico). In compenso, le scintille (il plurale fa tutta la differenza) sono all’ordine del giorno. L’ultima, in ordine rigorosamente cronologico, è arrivata ieri.

A far salire l’asticella della tensione tra i due, le dichiarazioni del leader della Lega che in una intervista rilasciata a la Repubblica non ha usato giri di parole: “Siamo realisti, non sarà questa maggioranza a fare la riforma della giustizia e del fisco”. E ancora: “La ministra Cartabia può avere le idee chiare, ma se sei in Parlamento con Pd e 5S è dura”. Tradotto: il perimetro di azione dell’esecutivo è a tempo con il leader del Carroccio che non farà mancare il suo sostegno per la gestione dell’emergenza sanitaria ed economica del Paese.

PNRR E RIFORME, ANCORA SCINTILLE LETTA- SALVINI

Niente più, insomma, di un Governo- “traghettatore”, vista anche la difficoltà di far convivere le tante e soprattutto diverse anime politiche che lo sostengono. Da Leu alla Lega, passando appunto per il Pd con il quale il rapporto è da sempre in salita.

Arriva a strettissimo giro la replica di Letta: “Leggo che #Salvini non vuole che questo governo faccia le riforme della giustizia e del fisco. Mi chiedo su quale discorso programmatico abbia dato la sua fiducia a Draghi a febbraio. Lasci. E lasci che le riforme le faccia #Draghi con chi le vuole”.

“Il Governo è qui per fare le riforme – rimarca ancora il segretario del Pd – Lo appoggiamo perché le riforme per gli italiani sono fondamentali anche per far sì che i soldi dalla Ue arrivino e siamo in condizioni di spenderli. Se Salvini dice no, tragga le conseguenze ed esca dall’esecutivo“.

Frase che si inserisce perfettamente in scia delle parole pronunciate alla fine di aprile, quando il segretario del Carroccio si era fatto promotore di una raccolta firme per eliminare il coprifuoco, in disaccordo dunque con la linea prudenziale sposata dalla maggioranza. Anche in quell’occasione Letta gli aveva intimato di uscire dalla maggioranza.

Tutto rientrato? Ovviamente no. A tarda serata replica ancora Salvini: “Letta e Grillo vogliono la Lega fuori dal governo per approvare Ius Soli, Ddl Zan e patrimoniale? Poveri illusi, gli alleati più leali, di Draghi e dell’Italia, siamo e saremo noi”.

 

DECRETO SOSTEGNI BIS IN ARRIVO 

Il clima, insomma, nella maggioranza è tutt’altro che sereno mentre prossime ore è pronto a tagliare il traguardo il Decreto sostegni bis.

Il Governo “dovrebbe erogare 18 miliardi di contributi a fondo perduto alle aziende e alle partite Iva in difficoltà economica. Questo importo andrà ad aggiungersi ai 27 miliardi di sussidi fino ad ora versati alle imprese in questi 14 mesi di pandemia. A fronte di un crollo del fatturato del nostro sistema economico che nel 2020 è stato pari a 350 miliardi di euro, con questi 45 miliardi di indennizzi verrebbe coperto il 13 per cento circa delle perdite totali: “praticamente un’inezia”.

Così l’Ufficio studi della CGIA sottolineando che “appare comunque evidente che rispetto al Governo precedente c’è stato il tanto atteso cambio di passo. Ancorché insufficiente, la misura di sostegno alle imprese che verrà approvata la settimana prossima ha una dimensione economica importante, mai raggiunta in precedenza”.

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