PNRR, caro energia e guerra: Draghi “blindato”

Sembrava che l'azione del Governo dovesse essere limitata alla gestione emergenziale della pandemia: oggi invece le cose sono decisamente cambiate e l'ex BCE è sempre più l'uomo giusto nel posto giusto

Nato dalle ceneri del Governo Conte dopo lo “scherzetto” di Matteo Renzi, sembrava che l’azione dell’esecutivo guidato da Mario Draghi fosse destinata alla fase emergenziale, ossia strettamente legata alla gestione della pandemia nel nostro Paese, archiviata la quale l’ex Bce avrebbe potuto dedicarsi ad altro.

L’uomo della Provvidenza

Almeno così doveva essere, anche nelle intenzioni del Capo dello Stato Mattarella che aveva individuato in Draghi il profilo migliore per traghettare l’Italia nella fase più critica della sua storia, dalla fine della seconda guerra mondiale.

A distanza di oltre un anno invece le cose sono decisamente cambiate. E se prima della partita per il Quirinale, era stato lo stesso Presidente del Consiglio a decretare – almeno dialetticamente – la fine del mandato, pronto per un’altra sfida (magari proprio al Colle), adesso Draghi sembra essere blindato a Palazzo Chigi, destinato a restarci per parecchio tempo.

Da PNRR a guerra, Draghi (sempre più)blindato

Infatti, proprio quando sembrava che si potesse tirare un po’ il fiato con la pandemia sotto controllo, a cambiare per l’ennesima volta le carte in tavola ci ha pensato il conflitto tra Russia e Ucraina. Con tutte le ripercussioni economiche che si porta dietro. La guerra, infatti, è piombata a gamba tesa sulla ripresa che pure procedeva a buon ritmo e il PIL, non solo italiano, è destinato a frenare.

E’ ancora una volta il suo il miglior profilo a livello di credibilità e garanzia di stabilità, per giunta nella fase di attuazione del PNRR che (ipotesi tutt’altro da escludere) potrebbe essere rivisto alla luce delle ultime “novità”. Certo, all’interno dell’esecutivo non mancano e non mancheranno tensioni e scossoni (dalla riforma del catasto al ddl concorrenza) ma Draghi sembra essere sempre di più l’uomo giusto al timone, che nessuno si sogna di sostituire.

Energia, serve piano UE

Tanto più che mai come ora servirà un piano Ue per l’energia. Speculazioni a parte, la dipendenza italiana dal gas russo è ormai sotto gli occhi di tutti così come la necessità di agire in autonomia e sta provocando non pochi problemi a famiglie e imprese, dal caro bollette alle difficoltà di distribuzione dei generi primari all’aumento dei costi di produzione. Il governo, per ora, ha provato a metterci la classica pezza ( la benzina costerà meno, sotto i 2 euro, con una riduzione di 25 centesimi al litro). Che però non basterà.

Il provvedimento, infatti, tampona ma non risolve affatto il problema.  “Tassiamo una parte dei profitti straordinari che i produttori stanno facendo – ha spiegato il Premier in conferenza stampa – in seguito all’aumento delle materie prime. Distribuiremo questo denaro alle imprese e alle famiglie che si trovano in difficoltà”.