PNRR–Banda Ultralarga In Italia, la Commissione europea approva 3,8 miliardi

La connettività a banda larga riveste un’importanza strategica per la crescita e l’innovazione di tutti i comparti dell’economia, ma è anche rilevante per la coesione sociale e territoriale, a supporto di tutte le nuove tecnologie.

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Donatella Maisto

Digital Transformation and Sustainability Manager

Esperta Blockchain e digital transformation, tech-human need e sostenibilità nella sua accezione contemporanea. R&D Director di Blockchain Revolution

La sua implementazione garantisce comunicazioni di alta qualità atta a soddisfare le esigenze attuali e future.

Tenendo conto di queste premesse la Commissione europea ha dato il via libera al piano italiano per combattere il digital divide, mettendo a disposizione dell’Italia 3,8 miliardi di euro del Pnrr, per costruire reti fisse a banda ultra-larga, con velocità in download di almeno 300 Mbps, nelle zone ancora non raggiunte.

Si tratta di un nuovo importante step, che segue l’approvazione della strategia italiana per la banda ultra-larga.

L’ammontare stanziato, messo a disposizione attraverso il PNRR, sarà regolarmente utilizzato senza dover incorrere nei limiti imposti per gli investimenti, che possono costituire indebiti “aiuti di Stato” e resterà in vigore fino al 30 Giugno 2026.

Per Bruxelles il Piano italiano non viola le norme Ue sulla concorrenza, come si evince dal comunicato stampa diramato dall’UE.

Gli aiuti di Stato per le comunicazioni elettroniche, nel caso specifico, sono volti ad agevolare lo sviluppo di alcune attività o di alcune regioni economiche, rispondendo alle esigenze di cittadini e imprese, supportando il processo di digitalizzazione del Paese e conseguendo gli obiettivi strategici dell’UE volti alla transizione digitale.

La diffusione di reti permetterà una velocità di download di 1 gigabit al secondo (Gbps) e di 200 megabit al secondo (Mbps) in zone in cui non esistono attualmente, né sono previste reti in grado di fornire velocità di download di almeno 300 Mbps.

In questo modo si consentirà a consumatori e imprese di accedere a servizi internet di alta qualità, contribuendo alla crescita economica del Paese e garantendo, al contempo, che la concorrenza non sia indebitamente falsata.

La Commissione ha valutato il cospicuo finanziamento “alla luce dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che autorizza gli aiuti di Stato destinati ad agevolare lo sviluppo di alcune attività o di alcune regioni economiche “.

Si tratta di un regime speciale per un settore che necessita di immediato impulso, poiché solamente con l’aiuto statale è possibile ovviare all’assenza di investimenti nelle zone cosiddette “a fallimento di mercato”.  L’esistenza di un fallimento del mercato è stata valutata attraverso la mappatura delle infrastrutture attualmente disponibili e di quelle previste e tramite una consultazione pubblica.

La misura facilita la diffusione e il funzionamento di reti fisse ad alte prestazioni in aree in cui gli operatori privati non sono disposti a investire per via degli alti costi di installazione a cui non corrisponde un livello adeguato di entrate economiche.

Un altro dato importante che ha rilevato la Commissione è che esistono salvaguardie sufficienti per evitare indebite distorsioni della concorrenza, garantendo il rispetto del principio della neutralità tecnologica, e, quindi, non favorendo alcuna tecnologia particolare rispetto alle altre.

Inoltre, l’Italia individuerà i beneficiari mediante una procedura di gara aperta, trasparente e non discriminatoria e incoraggerà il riutilizzo delle infrastrutture esistenti.

La misura favorisce la concorrenza garantendo l’accesso all’ingrosso alle reti sovvenzionate.

La strategia italiana per la banda ultra-larga

La Strategia italiana per la Banda Ultralarga – “Verso la Gigabit Society”, approvata il 25 maggio 2021 dal Comitato interministeriale per la transizione digitale (CITD), definisce le azioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi di trasformazione digitale indicati dalla Commissione europea nel 2016 e nel 2021 – rispettivamente con la Comunicazione sulla Connettività per un mercato unico digitale europeo (cd. ‘Gigabit Society’) e la Comunicazione sul decennio digitale (cd. “Digital compass”), attraverso la quale sono stati presentati la visione, gli obiettivi e le modalità per conseguire la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030.

Gli obiettivi europei di trasformazione digitale si sviluppano intorno a 4 punti cardine:

  1. le competenze digitali
  2. la digitalizzazione dei servizi pubblici
  3. la trasformazione digitale delle imprese
  4. la realizzazione di infrastrutture digitali sicure e sostenibili, che permetteranno, entro il 2030, che tutte le famiglie dell’UE possano beneficiare di una connettività Gigabit e che tutte le zone abitate siano coperte dalle reti 5G.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano (PNRR), approvato dal Governo il 29 aprile 2021, destina il 27% delle risorse alla transizione digitale, di cui 6,7 miliardi di euro per progetti che costituiscono la presente Strategia per la banda ultra-larga.

La Strategia, oltre ad avere come obiettivo il completamento del Piano di copertura delle aree bianche e delle misure a sostegno della domanda già avviate (c.d. voucher), prevede cinque ulteriori Piani di intervento pubblico per coprire le aree geografiche in cui l’offerta di infrastrutture e servizi digitali ad altissima velocità da parte degli operatori di mercato è assente o insufficiente.

L’obiettivo concreto della Strategia, così come indicato nel PNRR, è di portare la connettività a 1 Gbit/s su tutto il territorio nazionale entro il 2026, in anticipo rispetto agli obiettivi europei fissati al 2030.

La Strategia, quindi, si compone di 7 interventi:

  • Piano aree bianche
  • Piano voucher
  • Piano “Italia a 1 Giga”
  • Piano “Italia 5G”
  • Piano “Scuole connesse”
  • Piano “Sanità connessa”
  • Piano “Isole Minori”

La Strategia italiana per la banda ultra-larga è la colonna portante dell’abilitazione digitale necessaria per la transizione tecnologica dell’intero Paese e richiede:

1) Una efficiente e rapida gestione dei programmi da parte dei Ministeri competenti e delle Autorità nazionali ed europee coinvolte.
2) Impegni trasparenti e comportamenti di investimento coerenti da parte degli operatori privati.
3) Il sostegno delle amministrazioni locali e periferiche coinvolte nel rilascio delle autorizzazioni e nella gestione dei permessi per rispettare i tempi di realizzazione previsti dal PNRR.