Pd-M5S, intesa di nuovo in bilico: nodo vicepremier. Di Maio annuncia voto su Rousseau

"Agli iscritti l'ultima parola", scrive il Capo politico pentastellato su Facebook. Una mossa che non piace affatto ai Dem

Prima l’accelerazione, poi di nuovo la frenata: la trattativa per la formazione del Governo giallo-rosso somiglia a un giro sulle montagne russe e, non sembra, per ora, decollare. Superato lo scoglio sul nome di Conte alla premiership, rispetto al quale i Dem – non senza resistenze – alla fine hanno aperto, resta quello sul Vicepremier, la “casella” che rischia di far saltare il banco.

Rischia di saltare tutto – fanno sapere I dem – perché Di Maio rivendica la vicepresidenza del Consiglio”. Il capo politico del MoVimento, dalla sua, annuncia in un lungo post su Facebook che la nuova proposta di governo M5S-Pd sarà votata su Rousseau: “Gli iscritti hanno e avranno sempre l’ultima parola”.  Nell’annuncio si specificano le tappe dei prossimi giorni:Alla fine di questo percorso ci sarà una proposta di progetto di governo che sarà stata condivisa tra le forze politiche che intendono entrare in maggioranza. Prima che venga sottoposta al Presidente della Repubblica, questa proposta sarà votata online su Rousseau dagli iscritti del Movimento 5 stelle. Solo se il voto sarà positivo la proposta di progetto di governo sarà supportata dal Movimento 5 stelle. Il voto dovrebbe avvenire entro la prossima settimana”. 

Tradotto: l’intera delicatissima operazione “Conte-bis” è condizionata al via libera della piattaforma Rousseau. Una mossa che piace poco (per niente) al Pd che lo considera ”solo un modo per prendere tempo” oltre che un “grave sgarbo istituzionale” al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Alla luce dell’irrigidimento della trattativa tra M5s e Pd per la formazione del nuovo Governo, potrebbe saltare il tavolo sui contenuti in programma alle 8.30 di oggi, tra la delegazione dei capigruppo pentastellati e Dem.

Il tempo a disposizione sta per scadere ma ci si muove ancora nel campo dell’incertezza e nessuna ipotesi è da scartare, compresa quella che la trattativa possa precipitare. Oggi, intanto, secondo e ultimo giorno di consultazioni al Quirinale. Varcheranno la soglia del portone del palazzo che fu dei Papi i cosiddetti ‘big”: si parte alle 10.00 con il Gruppo per le Autonomie del Senato, poi sarà la volta di Liberi e Uguali alla Camera e Fratelli d’Italia. Nel pomeriggio, dalle 16.00, spazio a Partito Democratico, Forza Italia e Lega. Chiuderà il giro il M5s alle 19.00.

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