Parlamento europeo, perché Lega e Forza Italia hanno affossato gli eurobond

I due partiti d'opposizione in Italia dicono no alla mutualizzazione del debito proposta dal gruppo dei Verdi

La strada verso gli eurobond viene, probabilmente, definitivamente sbarrata dal Parlamento Europeo. O, quanto meno, non verranno fatti in questa occasione. E a decretarne lo stop non sono (solamente) i tanto vituperati parlamentari olandesi o di qualche altro Paese del nord Europa: dietro la bocciatura ai Coronabond c’è lo zampino della Lega di Matteo Salvini e di Forza Italia.

A scorrere il tabulato delle votazioni, infatti, si scopre che la proposta avanzata dal gruppo dei Verdi (l’emendamento numero 15 alla risoluzione finale) per la “mutualizzazione” del debito è stata respinta con 326 voti contrari, 282 voti favorevoli e 74 astensioni. E, tra i 326 contrari troviamo tutti compatti i gruppi parlamentari di Lega e Forza Italia (mentre Fratelli d’Italia ha votato a favore, insieme a Partito Democratico e Movimento 5 stelle).

Un comportamento per molti versi inspiegabile, visto che il partito di Matteo Salvini aveva più volte lamentato l’immobilità delle istituzioni europee di fronte al dramma economico e finanziario (oltre che sanitario) che il nostro Paese sta vivendo.

Cosa prevedeva l’emendamento 15 del Gruppo dei Verdi

Il testo che il gruppo dei Verdi aveva portato al voto del Parlamento di Bruxelles era piuttosto chiaro. E sbilanciato a favore dell’istituzione di uno strumento finanziario che prevedesse l’emissione di debito “comunitario”. L’emendamento proposto dai Verdi prevedeva che il Parlamento Europeo “considera essenziale, al fine di preservare la coesione dell’Ue e l’integrità dell’Unione monetaria, che una quota sostanziale di debito emessa per contrastare le conseguenze del Covid-19 sia mutualizzata a livello Ue“.

Insomma, la parola Eurobond non è presente, ma il concetto espresso è piuttosto chiaro. Vale la pena sottolineare, comunque, che il testo della risoluzione che verrà approvato dal Parlamento Europeo non è vincolante per l’Eurogruppo, ma ha comunque una forte valenza politica.

Perché Lega e Forza Italia hanno bocciato gli Eurobond

Come era semplice immaginare, il voto contrario di Lega e Forza Italia ha attirato non poche critiche da parte degli esponenti di M5s e PD. Le motivazioni che hanno portato al no agli Eurobond da parte di Lega e Forza Italia, comunque, non si sono fatte attendere. Antonio Tajani, già Presidente del Parlamento Europeo e tra i massimi esponenti di FI, ha spiegato che gli Eurobond sono di fatto irrealizzabili e che sarebbe servito a poco inserirli all’interno della risoluzione del Parlamento Europeo.

Per la Lega, come si legge in una nota congiunta del presidente di Identità e democrazia (Id), Marco Zanni, e del capo delegazione della Lega al Parlamento Ue, Marco Campomenosi, “Eurobond significa eurotasse, rinunciare alla sovranità fiscale, consegnare le chiavi di casa a Germania e Troika. Rivendichiamo che noi, a differenza del M5s e di Conte che cambiano idea ogni settimana, non siamo mai stati a favore dello strumento Coronabond, che corrisponderebbe alla totale cessione di sovranità all’Ue”.

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