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Nuovi marketplace sfidano le banche: obiettivo 200 milioni nel 2016

I vantaggi delle nuove piattaforme finanziarie per colmare il vuoto del sistema bancario

Un secondo passaggio di avvicinamento al mondo fintech, dopo aver illustrato la portata del fenomeno e la posta in palio deve affrontare un test importante sulla sua utilità: a cosa può servire il fintech nell’attuale contesto italiano? Quali possono essere i benefici per il sistema economico? Dove risiedono i vantaggi della finanza alternativa e perché sono importanti proprio ora?

Ecco alcune risposte:

  • le piattaforme creano velocemente un ponte digitale che trasferisce direttamente quote dell’abbondante risparmio italiano alle famiglie e alle piccole e micro imprese. Un circuito che il sistema bancario è stato costretto a interrompere per vari motivi e che non ha ancora trovato rimpiazzo attraverso il mercato obbligazionario presso gli investitori istituzionali;
  • grazie alle piattaforme si trasferisce liquidità aggiuntiva nel preciso momento in cui la carenza di liquidità impedisce o rallenta la crescita di imprese che stanno sperimentando ordinativi e fatturati in crescita dopo diversi anni;
  • a differenza delle banche, che possono prestare molto più di quanto raccolgono e aggiungere derivati e trading per moltiplicare i loro profitti, i marketplace hanno sempre un bilanciamento tra quanto viene investito e quanto viene prestato. Anche nel malaugurato caso in cui uno di essi dovesse andare in crisi, non si genererebbe alcuna crisi di sistema. Quindi in linea di massima richiedono minore sorveglianza;
  • in un regime prolungato di tassi euro pressoché azzerati -ribadito dalla politica monetaria della BCE- non approfittare della spasmodica ricerca di investimento da parte degli investitori per attirarli verso l’economia reale e abituarli in modo fluido e fiscalmente conveniente a usare le nuove piattaforme sarebbe una grandissima occasione persa.

Cosa occorre fare? Poche semplici cose: prima di tutto favorire la conoscenza di questo canale alternativo da parte delle imprese e delle famiglie, osservando quanto abbia contribuito a colmare il vuoto del sistema bancario nei paesi più evoluti. Informare e divulgare costa poco ma vale molto per un settore innovativo e poco conosciuto.

In secondo luogo varare interventi a costo-zero per il contribuente, ad esempio come ha fatto il governo in Gran Bretagna abrogando in agosto la possibilità di vietare la cessione del credito, avendo compreso come le piccole imprese si possano finanziare quasi esclusivamente attraverso lo smobilizzo delle fatture verso le imprese più grandi.

Infine anche valutare favorevolmente interventi diretti nel co-finanziamento dei flussi delle piattaforme. Accade da anni in UK per mano della British Business Bank, modello a cui la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) tende sempre più ad assomigliare. La stessa BEI ha recentemente deciso in modo pragmatico di intervenire direttamente fornendo mezzi alla piattaforma di Funding Circle e abbandonando il monopolio riservato al settore bancario. Il mondo dei servizi finanziari cambia e l’Italia non può restare a guardare.

La capacità delle piccole imprese di ottenere attenzione e credito dalle banche rimane un serio problema. Sono vulnerabili per una quota superiore al 50% (secondo il rapporto Cerved 2015 a causa dell’alto indebitamento, della bassa capitalizzazione e dei cashflow deboli), e il loro finanziamento da parte delle banche diventa anti-economico. Un notevole problema per una nazione in cui le micro-imprese sono il 92% del totale.

Sostenere e potenziare la crescita di piattaforme finanziarie alternative, le sole in grado di colmare rapidamente una parte del gap di liquidità per un numero elevato di piccole imprese e di famiglie, può diventare una scelta importante anche per l’Italia. Tra il 2012 e il 2014 il mercato alternativo delle piattaforme è cresciuto in UK da 250 milioni di euro a 1.750 e nel resto d’Europa da 70 milioni a 370. In Italia siamo solamente a pochi milioni ma le prospettive sono altrettanto forti e l’obiettivo dei primi 200 milioni per il 2016 è ampiamente raggiungibile.

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A cura di Fabio Bolognini
Esperto di PMI e Fintech

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