Nuova stretta agita il Governo: ministri divisi sulle misure

Verso Pasqua in rosso ( come a Natale): decisivo il CdM in programma venerdì 13 marzo

Da Conte a Draghi il copione è sempre lo stesso. Braccio di ferro tra quanti indicano la linea del rigore e quanti optano, invece, per un intervento più morbido, per quanto possibile, specie nell’ottica di non penalizzare (ancora) ristoranti e negozi, neanche nei weekend. Dunque, Pd, M5s e Leu fermi sulla linea rigorista, ,mentre Fi, Lega e Iv frenano su nuove misure nazionali generalizzate. Serve, dunque, un supplemento di riflessione.

Nuova stretta in arrivo, ma bisogna ancora trovare la quadra: non tutti i Ministri, infatti, la pensano allo stesso modo.

Nel frattempo, la situazione peggiora e le misure da zona gialla faticano a contenere la crescita dei contagi causati dalle varianti del Covid. E’ inoltre probabile che vengano fissate limitazioni in tutta Italia da zona rossa per il weekend di Pasqua. La principale novità dovrebbe essere il parametro per l’ingresso automatico in zona rossa delle Regioni che superano i 250 contagi ogni 100mila abitanti. E dovrebbe arrivare anche la proroga del divieto di spostamento tra Regioni, ad oggi in vigore fino al 27 marzo. Ma tra i ministri c’è chi, a partire da Roberto Speranza, spinge per rafforzare le chiusure da subito in tutto il territorio nazionale, non solo nei fine settimana, intervento che però non convince tutti.

Il Premier Draghi, che al momento non sembra considerare l’ipotesi di un lockdown nazionale, dovrebbe convocare per oggi, giovedì 11 marzo, una nuova cabina di regia con i ministri e gli esperti, dopo il confronto con le Regioni e prima del CdM di venerdì. La consapevolezza emersa ieri è che i dati del contagio sono preoccupanti e in peggioramento. Il Presidente del Consiglio intende decidere su basi scientifiche, non politiche: saranno, come sempre da un anno a questa parte, i dati a fare da ago della bilancia.

Altra ipotesi sul tavolo è inoltre che le misure non vengano più adottate attraverso un DPCM ma con un provvedimento di legge, che potrebbe essere un decreto legge o anche – questa l’opzione al vaglio – un disegno di legge da approvare con corsia preferenziale e tempi brevissimi in Parlamento, per garantire un pieno coinvolgimento delle Camere.

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