UE, asse franco-tedesco incorona due donne: von der Leyen e Lagarde

La poltrona più ambita, quella della Presidenza della Commissione, va alla tedesca von der Leyen, fedelissima della Merkel. La francese Lagarde alla BCE al posto dell'italiano Mario Draghi

L’attesa quanto complessa fumata bianca è arrivata nella tarda serata di ieri, poco prima delle 20, dopo ore ed ore di trattative ed incontri bilaterali, necessari a formare il nuovo scacchiere chiudendo di fatto la partita delicatissima sulle nomine dei “top jobs” nell’Unione.

Alla fine ha retto l’asse franco-tedesco: sulla poltrona più ambita, quella della Presidenza della Commissione UE, siederà infatti la Ministra della Difesa tedesca Ursula von der Leyen (Cdu). Una candidatura dell’ultima ora che nel pomeriggio di ieri si era fatta sempre più insistente: 61 anni, 7 figli, la von der Leyen, fedelissima di Angela Merkel, vanta una lunga carriera politica locale e nazionale. E’ la prima donna alla guida della Commissione.

Successore di Mario Draghi alla BCE sarà la francese Christine Lagarde, attualmente numero uno del Fondo Monetario Internazionale.

Nel pacchetto, il belga liberale Charles Michel alla Presidenza del Consiglio europeo . Lo spagnolo Joseph Borrell sarà invece Alto rappresentante per la politica estera al posto che era di Federica Mogherini. Il socialista Frans Timmermans e la liberale Margrethe Vestager saranno invece i vicepresidenti vicari della Commissione.

Il governo italiano fa sapere di essere soddisfatto. Intanto, il Premier Giuseppe Conte precisa che l’Italia ha avuto garanzie per una vicepresidenza e un portafoglio economico di alto profilo.

I PRIMI COMMENTI – Matteo Salvini, che nei giorni scorsi ha più volte attaccato la candidatura del socialista olandese Timmermans, non commenta i nomi: “A prescindere dai nomi, l’importante è che in Europa cambino le regole, a partire da immigrazione, taglio delle tasse e crescita economica. E su questa battaglia l’Italia sarà finalmente protagonista”.

Per il leader 5Stelle Luigi Di Maio: “Sarà fondamentale vedere quale ruolo sarà assegnato all’Italia che vanta un grandissimo credito”.

Critiche dal Pd, con il segretario, Nicola Zingaretti che parla di “grande occasione persa, le nomine sono state un clamoroso autogol per l’Italia. Salvini ha detto no a Timmermans che voleva un’Europa del lavoro e ha scelto Von der Leyen, simbolo del rigore e della continuità”.

Sassoli candidato per S&D alla presidenza dellʼEuroparlamento – E’ ufficialmente David Sassoli il candidato degli S&D alla presidenza del Parlamento europeo, l’ultimo tassello da ricoprire. Lo ha deciso il gruppo dei Socialisti e Democratici dopo un voto, sempre nella serata di ieri. “E’ un onore che il gruppo S&D mi abbia indicato come presidente del Parlamento europeo, c’è stata una discussione molto importante sul futuro dell’Europa e sui prossimi passaggi” ha detto Sassoli, “abbiamo la possibilità di iniziare la legislatura con una presidenza socialista”, ha aggiunto. In corsa, oltre a David Sassoli, Ska Keller (Verdi), Jan Zahradil (Conservatori Ecr) e Sira Rego (SinistraGue).

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