Nomine UE, partita aperta: si lavora a “preaccordo” a cinque al G20 di Osaka

Per la Presidenza della Commissione UE, si cerca l'intesa Parigi-Berlino: Merkel continua a sostenere il conservatore Manfred Weber (Ppe) mentre Macron spinge per un liberale. E se alla fine la spuntasse una donna?

Ancora tutta da giocare la partita sulle nomine UE.  Lo scorso 22 giugno, infatti, al termine di un Consiglio Europeo che alla vigilia sembrava decisivo per il futuro dei vertici dell’Unione, ai leader non era rimasto che prendere atto del mancato accordo rinviando tutto di dieci giorni, a domenica 30 giugno, quando cioè i Capi di Stato e di Governo rientreranno dall’importante appuntamento del G20 a Osaka  che, con grande probabilità, potrebbe diventare anche teatro di una sorta di “preaccordo”  per sgombrare il campo almeno dai veti incrociati.

LA PARTITA SULLA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE UE – Al summit in Giappone, infatti, saranno presenti oltre ai presidenti della Commissione uscente, Jean-Claude Juncker e del Consiglio Ue, Donald Tusk, i capi di Stato e di Governo di cinque Paesi Ue su 28: Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia.

In questo senso, quanto mai util, incontri informali a latere della sessione di lavoro del G20 per favorire l’intesa Parigi- Berlino: la cancelliera tedesca, Angela Merkel continua a sostenere il candidato per Ppe Manfred Weber mentre il presidente francese, Emmanuel Macron spinge invece per un liberale come l’attuale commissaria danese alla concorrenza Margrethe Vestager. Il Regno Unito ha già fatto sapere che per la Brexit sulle nomine si asterrà con Italia e Spagna che, dunque, potrebbero essere pedine fondamentali.

E proprio in quest’ottica, da registrare le ultime dichiarazioni della cancelliera tedesca che tiene il punto sulla candidatura di Weber come presidente della nuova Commissione Ue, ma riconosce che “la situazione ora è complicata”  

“Dobbiamo continuare a cercare soluzioni”, sostiene Merkel secondo cui “abbiamo una responsabilità reciproca per l’Europa. Tutti dovrebbero fare piccolo passo alla ricerca di una soluzione. Se ci riusciremo non lo so. Il presidente francese ha un’opinione diversa sul processo di candidatura per i vertici delle Istituzioni Ue diverso dal mio”, ha concluso Merkel che oggi incontrerà a Berlino Manfred Weber, il capo del Ppe Joseph Daul e la numero uno del suo partito Cdu, Annegret Kramp-Karrenbauer.  in vista del summit del 30 giugno a Bruxelles.  

La palla, dunque, passerà al Consiglio europeo straordinario chiamato a trovare la quadra sui “top jobs” europei a cominciare dai presidenti della Commissione Ue e del Parlamento europeo dopo, appunto,  il fallimento del vertice del 20 e 21 giugno

I leader discuteranno ad oltranza per comporre un pacchetto di figure di qualità, forte del maggior consenso possibile, capaci di rispettare i criteri di equilibrio geografico e di genere, e di accontentare tutte le “famiglie politiche” impegnate nella costruzione di una coalizione di maggioranza al Parlamento europeo, in grado di riempire le “caselle” e non è escluso che  il vertice possa essere protrarsi anche a lunedì qualora non arrivasse la fumata bianca. 

QUESTIONE DI GENERE, GEORGEVA OUTSIDER? –  In un quadro generale di non semplice definizione, spazio anche a un’altra questione, quella di genere con molti Paesi pronti a strizzare l’occhio alla nomina di una donna per la prima volta alla guida della Commissione.  Se la Merkel confermasse di volersi sfilare, ribadendo ancora una volta di non essere disponibile a ricoprire alcun ruolo di rilievo nelle istituzioni europee, crescono le quotazioni di un outsider come la bulgara Kristalina Georgeva attuale presidente della Banca mondiale, già commissario e vicepresidente della Commissione Ue.

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