Nodo Brexit, incognita Recovery, rischio terza ondata: enigma Europa 

Si cercano soluzioni - in fretta - con l'Italia alla finestra

Destini incrociati, quelli dell‘Europa e dell’Italia che camminano in parallelo. La notizia buona è che – al di là della tempistica – il tesoretto tanto atteso a Roma viaggerà sul binario che parte da Bruxelles, pronta a sostenere le economie travolte dalla pandemia, quella cattiva è che la strada è tutta in salita.

Anche perchè l’Europa somiglia sempre più a un rebus, con tante questioni, ancora aperte e di rilievo che si condizionano l’un l’altra, ancora in cerca di una soluzione. 

NODO BREXIT –  Quando mancano meno di 40 giorni al 31 dicembre, data in cui il Regno Unito lascerà ufficialmente l’Unione Europea, dopo che il Premier Johnson ha più volte tolto dal piatto l’opzione di un’estensione del periodo di transizione,  si avvicina pericolosamente la prospettiva di un “No deal”, lo scenario peggiore ma anche quello che con il passare delle ore si fa sempre più concreto.

“Sono giornate decisive per il negoziato col Regno Unito” sulle relazioni future, “ma ad oggi non posso dire se alla fine arriveremo ad un accordo. Si sono fatti progressi, abbiamo delineato un possibile testo definitivo“. Lo ha detto nelle scorse ore, senza giri di parole, la Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, al Parlamento europeo, sottolineando che “faremo tutto il possibile per trovare un accordo. Siamo disposti ad essere creativi ma non a mettere a rischio il mercato unico”.

Ma, ha ammonito, “ci sono tre questioni: level playing field, governance, pesca” che potrebbero creare difficoltà”.

INCOGNITA RECOVERY FUND -C’è poi da fare i conti con il veto di Polonia e Ungheria su Bilancio Ue 2021-2027 e Recovery fund, “a luglio – ha osservato la von der Leyen – i leader si erano accordati su un meccanismo di condizionalità per le violazioni dello stato di diritto, che potrebbero mettere a repentaglio il bilancio dell’UE. Sono solo questi i casi” e la clausola “è una cosa corretta, necessaria, proporzionale. E’ difficile pensare che qualcuno abbia da ridire su questa soluzione. Ma se i dubbi restano, si può adire la Corte di giustizia europea, la sede dove risolviamo le differenze su testi giuridici”.

RISCHIO TERZA ONDATA – C’è poi un’ altra incognita che  potrebbe cambiare di nuovo le carte in tavola. Il mantra è evitare con tutti i mezzi che ci sia una terza ondata, uno scenario che, come ha ribadito anche il Presidente del Consiglio Conte, “non possiamo permetterci”. Ma secondo gli esperti l’ipotesi – se non certa – è quantomeno molto probabile. Visto che qualcuno ha parlato addirittura di quarta o quinta ondata. Tradotto: il virus resterà tra i piedi ancora per diverso tempo, al di là del vaccino che ovviamente farà pendere l’ago della bilancia a nostro favore, ma non sarà l’immediata panacea di tutti i mali. 

Nel frattempo, l’obiettivo dichiarato è non ripetere gli errori già commessi, traendo insegnamenti dall’estate evitando di allentare le maglie troppo velocemente.

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