Giulietto Chiesa e quell’intervista a Montagnier sul vaccino che ha fatto discutere

Giornalista e politico, ha sempre assunto un atteggiamento critico nei confronti delle questioni più disparate

Una vita sospesa tra la politica e il giornalismo, quella di Giulietto Chiesa, morto oggi all’età di 79 anni. La notizia è stata annunciata su Twitter da Vauro Senesi, fumettista del Manifesto e amico di vecchia data del giornalista.

Giulietto Chiesa nasce nel 1940 ad Acqui Terme e, sin dalla più giovane età, si iscrive nelle fila della FIGC (Federazione Italiana Giovani Comunisti). Dopo la militanza giovanile, Chiesa entra nella redazione genovese de L’Unità, prima di trasferirsi a Mosca come corrispondente dall’allora Unione Sovietica. Un ruolo che ricoprirà (anche per La Stampa e la RAI) negli anni più difficili per il blocco sovietico, quelli della crisi economica, della disgregazione e della Perestrojka.

Dopo il ritorno in Italia torna alla politica attiva, diventando Europarlamentare aderendo da indipendente all’alleanza politica formata da Di Pietro e Occhetto. Terminata anche quest’avventura, Chiesa torna a dedicarsi a tempo pieno al giornalismo fondando Pandora TV, un’emittente online per “Un’altra visione del mondo”.

L’intervista a Luc Montagnier sul Coronavirus

Nelle ultime settimane il giornalista si era occupato approfonditamente del Coronavirus e delle sue implicazioni mediche, sanitarie ed economiche. Tra i vari interventi che si erano succeduti sulla “sua” Pandora TV, però, uno aveva fatto più scalpore di altri: l’intervista al virologo francese Luc Montagnier, scopritore del virus dell’HIV e Premio Nobel per la medicina nel 2008.

Una conversazione di circa 30 minuti che ha scatenato reazioni alquanto dure. Le tesi sostenute dal virologo sono state fortemente criticate dalla comunità scientifica internazionale. Montagnier ha sostenuto, infatti, che per contrastare l’insorgere dei sintomi di COVID-19 sia sufficiente rafforzare il proprio sistema immunitario con antiossidanti (ricavabili, ad esempio, dalla papaya fermentata) e vitamina C.

I dubbi, contestati, sul vaccino

Montagnier nutre dubbi anche sul fatto che il virus possa essere frutto di una mutazione genetica, con conseguente “salto di specie”. A Wuhan, sostiene il virologo francese, sono presenti alcuni laboratori che lavorano su SARS e Coronavirs e alcuni pensano “che là stessero lavorando su alcune elaborazioni genetiche che avrebbero potuto essere usate come vaccini. […] I risultati di queste ricerche non si sarebbero rivelati utili come vaccini, e sarebbero usciti all’esterno. […] Ma l’analisi molecolare del virus suggerisce questo”.

Altrettanto discussa la tesi secondo la quale il vaccino contro il Coronavirus potrebbe addirittura fortificare il virus, rendendo vano qualunque altro sforzo. “Siamo in un mondo pericoloso – afferma Montagnier nel video – e non bisogna credere a tutto ciò che dicono sui vaccini. Alcuni funzionano bene, ma io concentrerei gli sforzi per trovare gli inibitori del virus”. Una bomba contro Big Pharma, sostiene Giulietto Chiesa nel corso dell’intervista, dal momento che per le grandi aziende farmaceutiche “Questa esplosione di Coronavirus è una miniera di soldi”.

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