Il monito di Papa Francesco contro il mondo della finanza

Profitto solidale, microcredito, comitati etici: ecco le linee guida della Chiesa sulla finanza

Negli ultimi giorni è stato pubblicato sul sito dell’Ufficio Stampa della Santa Sede un nuovo documento, dal titolo in latino e riguardante questioni economiche e finanziarie.

L’ “Oeconomicae et pecuniariae quaestiones”, letteralmente questioni economiche e finanziarie, è il documento attraverso il quale Papa Francesco esprime idee e moniti riguardo il mondo della finanza. Il documento è incentrato sul legame tra etica e denaro e sulla possibilità di delineare strade utili alla finanza per svilupparsi secondo regole morali e in vista del bene comune. Insomma, sono lontani i tempi in cui i soldi erano esclusivamente prodotti del demonio e sinonimo di peccato.

Il testo è stato redatto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, in collaborazione con il Dicastero, approvate e pubblicate per ordine del Papa. All’interno del testo trovano spazio proposte di un controllo statale per una finanza responsabile, priva di titoli che possano trarre in inganno gli acquirenti e contro le maxi speculazioni capaci di affossare interi sistemi economici.

La Chiesa vede come necessaria “un’adeguata regolamentazione delle dinamiche dei mercati” tramite una “base etica che assicura un benessere realizzato attraverso la qualità delle relazioni umane. La finanza insomma deve perseguire come unico obiettivo il miglioramento del bene comune e per farlo è necessario che risponda a regole morali ed etiche, indicate da sistemi esterni alla finanza stessa, come la Chiesa e le leggi dello Stato.
Per il Papa, l’economia necessita di riportare al centro l’uomo, la persona nella sua interezza: “ha bisogno dell’etica per funzionare correttamente. Non di qualsiasi etica, ma di un’etica centrata sulla persona”.

Un cambio di etica, incentrata alla persona, può portare a guardare gli altri non come potenziali concorrenti, ma come “possibili alleati, nella costruzione del bene che è autentico solo se è interessato su ogni singola persona contemporaneamente” e offre un indicatore fondamentale per aiutare le persone a riconoscere la validità (e la legittimità) di ogni manovra o strumento economico. Nel documento si legge chiaramente che: “nessun profitto è legittimo quando non raggiunge l’obiettivo della promozione integrale della persona umana, la destinazione universale dei beni e l’opzione preferenziale per i poveri”.

Non solo: nel testo viene indicato chiaramente come la Chiesa e la sua dottrina sociale possano essere un aiuto nel portare all’interno dei curricola universitari e delle business school una formazione etica e morale agli studenti.Insomma: “profitto e solidarietà non sono più antagonisti”, ma è necessario realizzare un interscambio tra le due dimensioni di impresa e cooperazione, al fine di creare un circolo virtuoso nei mercati.

Per Papa Francesco, “è chiaro che i mercati, in quanto potenti propulsori dell’economia, non sono in grado di governarsi da soli”: per questo è fondamentale che venga prevista una regolamentazione esterna agli stessi. “Le autorità pubbliche dovrebbero fornire una certificazione per ogni prodotto generato dall’innovazione finanziaria, al fine di preservare la salute del sistema e prevenire effetti collaterali negativi”. È insomma quanto mai “urgente un coordinamento sovranazionale tra le diverse strutture dei sistemi finanziari locali”.

Ma cosa dovrebbero regolamentare le autorità pubbliche? Per il Papa, la regolamentazione deve riguardare in particolare tutti quei prodotti finanziari troppo complessi che possono trarre in inganno e produrre effetti negativi verso l’economia reale, come alcuni titoli di credito o il sistema offshore. Al contrario vanno valorizzate tutte quelle azioni finanziarie positive come “gli accordi di credito cooperativo, il microcredito, nonché il credito pubblico, al servizio delle famiglie, delle imprese, delle economie locali, nonché il credito per assistere paesi in via di sviluppo”. Il profitto è positivo quindi quando non crea disuguaglianze, ma appiana le differenze, sostenendo i più poveri: “ciò che è moralmente inaccettabile non è semplicemente il profitto, ma piuttosto il servirsi di una disuguaglianza a proprio vantaggio, al fine di creare profitti enormi che sono dannosi per gli altri.”

Non solo regolamentazioni e norme anche vincolanti, ma anche la giusta informazione, completa ed esaustiva: “un sistema finanziario sano richiede anche la massima quantità di informazioni possibili, in modo che ogni agente possa proteggere i propri interessi in modo completo e in completa libertà”.
Se il profitto non è più visto come negativo, è anche importante cessare la contrapposizione tra etica e azione imprenditoriale: l’obiettivo del mero profitto non basta più all’economia e ha già creato troppi danni. Ecco perché risulta importante l’istituzione di comitati etici all’interno delle banche, per sostenere i Consigli di Amministrazione nella gestione delle attività.

Se la finanza deve rivedere alcuni principi sui quali si è basata finora, anche il singolo deve capire il proprio valore all’interno del mercato: “diventa evidente quanto sia importante un esercizio critico e responsabile di consumo e risparmio”. Acquistare è infatti “una scelta attraverso cui spesso optiamo, in modo inconsapevole, per i beni, la cui produzione può avvenire attraverso catene di approvvigionamento in cui la violazione dei più elementari diritti umani è normale o, grazie al lavoro delle aziende, la cui etica in effetti non conoscono interessi diversi da quello del profitto dei propri azionisti ad ogni costo”.

Il documento disegna l’idea di una finanza più umana, che metta al centro il profitto comune e non individuale e che accetti di rispettare regole etiche e morali, regolamentate da organi esterni. Un ruolo nel quale anche la Chiesa evidentemente si vede in grado di dare un contributo importante e formativo.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Il monito di Papa Francesco contro il mondo della finanza