Mindfulness, le qualità interiori da coltivare sul lavoro per il proprio benessere: l’empatia

Abbiamo bisogno di allenarci a stare in relazione con noi stessi e a metterci nei panni degli altri

Francesco Solinas

Francesco Solinas Executive Business Coach

Dopo aver parlato della benevolenza, voglio soffermarmi su un’altra qualità estremamente importante: l’empatia. Sul lavoro si parla tanto di ascolto, ma dobbiamo fare i conti con il nostro bisogno di avere ragione, dove le nostre convinzioni diventano un muro invalicabile per gli altri. Troppo spesso siamo governati dall’ego: prima noi e poi gli altri!

L’ego entra in gioco quando ci preoccupiamo troppo di noi. Sul lavoro e in molti contesti sociali viene privilegiata la competizione alla cooperazione, in ragione della carriera, dello status e del vincere a discapito di qualcuno, dove affermare se stessi diventa un modo per emergere ed illudersi di ottenere una realizzazione di qualche tipo.

Siamo abituati infatti a proteggere l’orticello e ad andare subito alle conclusioni, in funzione del nostro unico vantaggio. Relazionarsi con gli altri solo in funzione dei propri desideri è ciò che è più lontano dall’empatia. L’empatia, per la mindfulness, è innanzitutto portare ascolto verso noi stessi e accorgerci quando ci mettiamo troppo al centro, senza tenere conto del nostro impatto sugli altri e del “costo” pagato da chi ci circonda.

Per la mindfulness entriamo in empatia con l’altro se siamo prima abituati a farlo con noi stessi, che significa stare in ascolto dei nostri stati d’animo e pensieri del momento, aprendo la porta alla relazione autentica con le nostre emozioni, aspirazioni, bisogni nostri e dell’altro. In questo modo facciamo chiarezza dentro di noi e ci predisponiamo per l’altro.

Per permettere tutto ciò occorre fermarsi, non dare per scontato e mettere in dubbio le nostre convinzioni. Solo così le nostre azioni possono entrare in accordo con gli altri. L’empatia con se stessi la si allena chiedendosi: “Di cosa ho bisogno in questo momento? Cos’è importante per me?”. L’empatia con gli altri la si allena facendosi la domanda: “Cosa prova la persona che ho davanti? Quali esigenze ha? Che cosa mi sta chiedendo ed è importante per lui/lei?”.

Si generano relazioni virtuose solo se prima poniamo le giuste domande a noi stessi.

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