Milleproroghe, Alitalia, banche e non solo: tutte le “trappole” per il Governo

Intanto, a rovinare la "festa" natalizia a Conte & Company ci hanno pensato le dimissioni del Ministro dell'Istruzione Fioramonti: il M5s continua a perdere pezzi mettendo a rischio la tenuta del Governo

Dopo aver chiuso la delicatissima partita sulla Legge di Bilancio, il cui iter è stato decisamente in salita e pieno di ostacoli, il Governo giallorosso può finalmente tirare un sospiro di sollievo? Ovviamente no. 

Ad agitare le acque, a dire il vero, mai calme dell’esecutivo, rovinando la “festa” natalizia a Conte & Company ci hanno pensato, infatti, le dimissioni del Ministro dell’Istruzione Fioramonti in polemica per la mancanza di fondi a scuola e università. L’ennesima spaccatura nel Movimento Cinquestelle che continua a perdere pezzi, rischia infatti di avere ripercussioni serie anche sulla tenuta del Governo per il quale tra l’altro, si annuncia un gennaio di fuoco.

ll nodo più spinoso da sciogliere è senza dubbio quello che riguarda il decreto Milleproroghe, approvato Salvo Intese, formula che tradotta politicamente vuol dire che la quadra non c’è. E trovarla non sarà facile.

Il capitolo più delicato è quello sulle concessioni autostradali. Il Premier Giuseppe Conte, intanto, prova a spegnere l’incendio chiarendo che dietro alle nuove regole non si nasconde alcun intento punitivo ma la volontà di mettere a punto un sistema più trasparente ed equilibrato. Al momento, però, la platea degli scontenti ha già fatto sapere che è pronta a dare battaglia.

Sul tavolo dell’esecutivo c’è poi il dossier Alitalia, il cui percorso per arrivare a una soluzione resta ancora a ostacoli . Non va meglio Sul fronte della Banca Popolare di Bari: lo scorso 16 dicembre è stato presentato alla Camera il decreto per il salvataggio dell’istituto. Dall’8 gennaio partirà un ciclo di audizioni, con gli emendamenti che potranno essere presentati in commissione Finanze alla Camera entro e non oltre il giorno 13 dello stesso mese. Poi palla a Palazzo Madama. Il testo dovrà diventare legge entro il 14 febbraio 2020.

Per chiudere il “menù”, la grana Ilva. Dopo l’Intesa raggiunta in extremis fra i commissari straordinari e l’azienda, la negoziazione che conduce ad un piano industriale per il rilancio del polo siderurgico con base a Taranto ha come deadline il prossimo 31 gennaio. 

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