Mic.com: come arrivare alla Casa Bianca prima dei trent’anni

L'american dream prende forma nella startup di due ventenni statunitensi

La startup di due ventenni che sono arrivati a intervistare Obama

Visto che questa rubrica si chiama Effetto Startup, mi piace aprire il nuovo anno economico (che comincia a settembre) con una storia che arriva dagli Stati Uniti, dove è nato il concetto di startup e dove più potente è la spinta alla nuova imprenditorialità innovativa, e che mostra quale sia l’effetto principe: osare e non porsi alcun limite. Tutto è possibile, per chiunque, secondo lo schema consolidato dell’America Dream.

Jake Horowitz a 27 è entrato alla Casa Bianca e ha intervistato il Presidente in esclusiva per il sito che ha fondato con l’amico e coetaneo Chris Alteck: Mic.com. Apparentemente una sfida impossibile: una nuova società di comunicazione in un mercato duro e affollato, dove è difficile farsi spazio e far quadrare i conti. Eppure i due ventenni non si sono fatto scoraggiare e, nel 2011, hanno cominciato con le idee molto chiare: produrre contenuti multimediali per la loro generazione, quella definita Y, che vive (anche) sul web, ma, nonostante tanti luoghi comuni, vuole conoscere e capire il mondo reale. Così si sono messi al lavoro in un piccolo ufficio di Harlem, senza farsi scoraggiare da chi li guardava con stupore, indiffirenza e sufficienza.

Lavorando sul loro obiettivo under 35, sono andati avanti. Mic.com ha 20 milioni di visitatori al mese e il 73% ha meno di 35 anni. E’ arrivato   un finanziamento di 32 milioni di dollari e l’ impresa viene valutata circa 100milioni. In Italia, dove in un anno sulle startup sii investono circa 100 milioni di euro, sembrano cifre enormi ma ma negli Stati Uniti sono piccole somme. Basti pensare che sembrano tanti soldi ma negli Stati Uniti sono piccole cifre. Basti pensare che Vox e Buzzfeed, i concorrenti maturi, hanno recentemente ottenuto rispettivamente 200 milioni e 850 milioni di dollari e sono valutate intorno a 1 miliardo e mezzo di dollari. Ma Jake e Chris non si scoraggiano. Adesso governano una vera redazione con più di 80 dipendenti a a Tribeca in uno dei quartieri più eleganti di New York, e si godono l’eco avuta con l’intervista fatta nel palazzo del potere più importante del mondo.

L’incontro con Obama è stato finora visto da 300mila persone e ha confermato che i Millennial, come vengono chiamati i nati fra gli anni Ottanta il Duemila), possono essere il motore di nuovi successi. «Siamo all’inizio della rivoluzione dei media digitali», ripetono. E loro si sentono i più adatti a interpretarla al meglio. Anche per questo per il momento resistono ai corteggiamenti di qualche colosso e vanno dritti per la loro strada. Si muovono con disinvoltura fra Facebook e YouTube, sperimentano nuovi formati e cominciano a organizzare la struttura commerciale. Senza timore e con la sicurezza di chi sente pronto ad affrontare ogni sfida. Perché tutto è possibile, quando ci credi. E anche questo è un effetto startup.

A cura di Giovanni Iozzia
Giornalista e consulente editoriale

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