Il Mes spacca la maggioranza: Pd-M5S in crisi. Conte interviene

Dopo l'apertura di alcuni esponenti del Pd sul ricorso al Mes, è scontro con l'M5S. Conte: "Giudicheremo alla fine"

Non si placano i mal di pancia nella politica italiana sull’eventuale ricorso a linee di credito “light” del Meccanismo di Stabilità Europea (Mes), strumento subito accessibile, ma che pesa sul debito pubblico dei Paesi che lo richiedono. E il tema, nelle ultime ore, sembra aver spaccato la maggioranza. Una polemica che ha richiesto l’intervento del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

La linea dettata da Conte

La linea del Governo era stata riassunta nell’ultima conferenza stampa dal premier: in quella occasione, il capo del Governo aveva specificato che l’Italia non “ha firmato alcun impegno” in proposito e continua a ritenerlo uno “strumento inadeguato”. 

Quindi, in una intervista a Repubblica, aveva rincarato la dose: “L’Italia non ne ha bisogno. Alcuni Paesi che sono con noi ritengono il Mes confacente ai loro bisogni. L’Italia accetta di discutere su un Mes non condizionato. Si può attivare una linea nuova per le spese della sanità, ma non è un discorso che riguarda l’Italia. Noi siamo ambiziosi”.

La posizione di Marcucci e Delrio (Pd)

A mettere in discussione questa linea, nelle ultime ore, sono stati alcuni esponenti dem in Parlamento. Come il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci: “È cassa disponibile e bisogna accedervi”, ha affermato in una intervista a Repubblica. “Legarsi alla terminologia senza andare a vedere che cosa è cambiato, vuol dire rifiutare l’oggettività dei risultati ottenuti da Conte, che è riuscito a fare una rivoluzione. Il Mes ora è a disposizione dei Paesi su interventi prioritari nel campo sanitario senza condizionamenti”, ha spiegato. 

Una posizione confermata anche dal capogruppo alla Camera Pd, Graziano Delrio: “Non si mette in discussione nulla, il 99% degli italiani capisce che se non ci sono condizioni capestro il nostro Paese deve usare tutte le risorse necessarie: se ci vengono prestati senza interessi dei miliardi perché non dobbiamo usarli?”, ha chiesto.

Di Stefano (M5S) contro Delrio

Parole che non sono piaciute a diversi esponenti pentastellati della maggioranza, tradizionalmente contrari a ricorrere a quello strumento, indipendentemente da eventuali condizioni “light”. “Stamattina ho sentito il capogruppo del Pd Delrio dire ‘il Mes è una disponibilità, secondo me è un successo averlo ottenuto senza condizionalità, ammesso che sia così’”, ha commentato il Sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano. “In pratica Delrio ha ammesso candidamente di non sapere nulla sul tema ma comunque, alla cieca, si è lanciato contro la linea sul Mes del governo e del presidente Conte”. “La verità è che le condizionalità del Mes esistono e il fatto che siano light non cambia la sostanza”, ha aggiunto.

M5S contro i limiti e i rischi del Mes

“La posizione sul Mes è stata ampiamente illustrata dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha opportunamente sottolineato l’inadeguatezza del meccanismo a rispondere all’eccezionalità dell’emergenza prodotta dal coronavirus”, ha detto Gianluca Perilli, capogruppo M5s al Senato.

“Il Movimento 5 Stelle, pertanto, continua a riconoscersi in questa posizione, a maggior ragione se si considerano i grandi fattori di rischio sottesi al Mes, come sottolineato in un’intervista del nostro capo politico, Vito Crimi, apparsa stamattina sulla stampa”.

Anche il vice ministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni, ha confermato la linea dura sull’argomento. Parlando a Radio24, Buffagni ha invece sposato la linea degli Eurobond, che permetterebbero al Paese e all’intera UE di ripartire dopo l’epidemia. A suo avviso, il Mes “ci impone dei limiti che dovrà pagare pure mio figlio fra trent’anni. Si tratta di ulteriore debito che verrebbe dato in cambio di alcuni  limiti che sono previsti dai Trattati. Allora o si cambiano i Trattati, oppure sono solo parole”.

La promessa di Vito Crimi e l’attacco al Pd

A confermare ulteriormente la linea dei Cinque Stelle sul Mes è stato il capo politico del Movimento, Vito Crimi. In un’intervista al Fatto Quotidiano, Crimi ha promesso che “l’Italia non farà mai ricorso al Mes, noi Cinquestelle non potremo mai accettarlo”. E ha aggiunto: ”La posizione di Renzi non mi stupisce. Invece mi stupiscono le parole del Pd, perché mettono in discussione la linea del governo e del presidente del Consiglio Conte, che ha espresso la necessità di altri strumenti contro la crisi”.

Secondo Crimi, “il Mes senza condizionalità non esiste. Innanzitutto, perché non è stato ancora approvato. Poi perché queste condizionabilità sarebbero alleggerite solo nella fase di pre-valutazione del Paese che chieda di farvi ricorso. Ma come e quando si dovrà restituire il prestito è tutto da definire. Accettando il Mes l’Italia metterebbe un’ipoteca sul suo futuro. Bisogna percorrere altre strade”.

L’intervento di Conte

Intervenendo nel dibattito, il premier Giuseppe Conte ha quindi invitato la maggioranza a “non logorarsi in un dibattito astratto” sulla convenienza del Mes e sulla presenza o meno delle condizionalità per l’accesso. “Se vi saranno condizionalità o meno lo giudicheremo alla fine”, ha puntualizzato, incassando il sostegno di Dario Franceschini e Alfonso Bonafede, alla guida delle delegazioni di Pd e M5S al governo.

La posizione del premier, insomma, è “attendista”: serve aspettare la prossima riunione dell’Eurogruppo il 23 aprile. “Solo allora”, ha spiegato, “potremo valutare se questa nuova linea di credito pone condizioni, quali condizioni pone, e solo allora potremo discutere se quel regolamento è conforme al nostro interesse nazionale. E questa discussione dovrà avvenire in modo pubblico e trasparente, dinanzi al Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola”.

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