Meloni vuole cambiare la Costituzione? Sbuca la proposta in Parlamento

A pochi giorni dall’incoronazione come prima donna presidente del Consiglio nella storia d’Italia, spunta un vecchio progetto di legge che porta la sua firma

Le elezioni politiche che hanno chiamato i cittadini alle urne nella giornata di domenica 25 settembre hanno visto un’unica vincitrice, già largamente annunciata dai sondaggi durante la campagna elettorale. Giorgia Meloni ha vinto in maniera schiacciante la sfida delle urne raccogliendo oltre il 26% delle preferenze e ora si appresta a governare l’Italia, se (come tutto lascia presagire) il Capo dello Stato le conferirà l’incarico di formare il prossimo esecutivo.

Le tappe verso il giuramento della leader di Fratelli d’Italia sono già definite, salvo qualche residuo punto di domanda in merito alle tempistiche. Con ogni probabilità avremo la prima donna nella storia d’Italia a ricoprire l’incarico di presidente del Consiglio dei ministri: prima però i nuovi eletti dovranno entrare ufficialmente in Parlamento, poi dovranno eleggere i presidenti di Camera e Senato, infine toccherà a Sergio Mattarella dare alla prossima premier l’incombenza di presentare una squadra che possa avere la fiducia in entrambi i rami dell’Aula. Il tutto dovrebbe svolgersi negli ultimi dieci giorni di ottobre.

Giorgia Meloni sarà la prima premier nella storia d’Italia: cambierà la Costituzione?

Una volta insediata a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni avrà sul proprio tavolo alcuni dossier di cruciale importanza per il futuro del nostro Paese. Innanzitutto dovrà partire dallo stanziamento delle risorse necessarie per realizzare la prossima legge di Bilancio, che dev’essere approvata entro il 31 dicembre: si parla di una cifra attorno ai 40 miliardi di euro per coprire le sole spese già previste dal governo uscente di Mario Draghi. Come si può capire, i margini di manovra saranno strettissimi.

Ma, contemporaneamente, la nuova compagine ministeriale si dovrà occupare anche dell’emergenza energetica che sta mettendo in ginocchio milioni di cittadini e migliaia di aziende in tutta Italia. Il costo delle bollette della luce ha raggiunto un livello insostenibile per i contribuenti e gli imprenditori, mentre a livello europeo pare ancora molto lontana la sottoscrizione di un accordo che possa permettere a tutti gli Stati membri di affrontare le difficoltà seguendo una logica comunitaria.

Giorgia Meloni, il rapporto con l’Europa e il progetto per modificare la Carta su questo punto

Proprio quest’ultimo aspetto – ossia il rapporto quanto mai controverso dei singoli Paesi con l’Unione europea – è stato oggetto di molte attenzioni da parte di Giorgia Meloni non solo durante l’ultima campagna elettorale, ma nel corso di tutti questi anni trascorsi all’opposizione. D’altronde, la riforma del presidenzialismo tanto voluta da Fratelli d’Italia non mira solamente a rendere più stabile l’esperienza del governo di turno, ma anche a modificare le relazioni tra l’Italia stessa e l’ente sovranazionale, alterandone i principi che hanno regolato il meccanismo fino ad oggi.

Ma come intende farlo la prossima presidente del Consiglio? Tutto fa pensare che intenda modificare la Costituzione apportando alcuni cambiamenti all’articolo 11, che ad oggi disciplina la materia secondo questo principio: “L’Italia consente, in considerazioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace”.

Ebbene, diversi esponenti del prossimo Parlamento hanno fatto notare come Giorgia Meloni abbia già presentato un progetto di legge nella passata legislatura. Il suo intento è quello di modificare proprio l’articolo 11 introducendo questo comma: “Le norme dei Trattati e degli altri atti dell’Unione europea sono applicabili a condizione di parità e solo in quanto compatibili con i principi di sovranità, democrazia e sussidiarietà, nonché con gli altri principi della Costituzione italiana”. Un modo per riportare in superficie le battaglie sovraniste che le hanno garantito un così largo consenso elettorale.