Meloni-Salvini, è già scontro per il potere? Le richieste

La leader di FdI lancia un chiaro messaggio a Mattarella, Salvini risponde e attende l'esito delle urne prima di sbilanciarsi sulla scelta

Manca ormai poco meno di un mese al 25 settembre, la data cerchiata in rosso dai partiti in vista del ritorno alle urne per il voto che permetterà di conoscere il volto del nuovo Governo. Da una parte c’è il centrosinistra, al momento dato dietro nei sondaggi, dall’altro il centrodestra del trio Meloni-Salvini-Berlusconi che hanno raggiunto l’accordo per il nome del nuovo premier dopo l’esito della tornata elettorale.

Ma anche se c’è una parola data, ancor prima dei risultati c’è chi vuole mettere le cose in chiaro come Giorgia Meloni e chi, come Matteo Salvini, non vuole sbilanciarsi nel cantare vittoria o addirittura arrendersi alla corsa per la massima poltrona di Palazzo Chigi. Lo scontro per il potere sembra essere iniziato e il mese che porta al voto sarà di certo rovente.

Giorgia Meloni avverte Mattarella

A farsi sentire per prima, nel corso di un appuntamento elettorale in Puglia, è stata la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Consapevole della preferenza degli elettori, che al momento premiano il suo partito nelle preferenze, la guida di FdI ha voluto mettere le cose in chiaro pubblicamente. Da Ceglie Messapica, infatti, è arrivato un chiaro messaggio inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, verso il quale Meloni ha fiducia in vista della decisione da prendere per l’incarico da premier.

“Se dovesse vincere il centrodestra e ci fosse l’affermazione di Fratelli d’Italia, non ho ragione di credere che Mattarella possa assumere una scelta diversa” da quella di indicarmi come premier“ ha spiegato Meloni, che si è poi detta pronta e all’altezza di guidare il nuovo Governo: “È un impegno che non prendo a cuor leggero, la notte non dormo”.

Meloni però non è del tutto soddisfatta e per avere la sicurezza del successo non può far altro che invitare tutti alle urne: “Sono pronta a governare, ma si deve trattare di un governo serio, coraggioso, senza secondi fini. Spero di farlo, se poi lo farò, non dipende da me ma dagli italiani. Perciò dico: ‘Andate a votare il 25 settembre‘. Non vi girate dall’altra parte”(qui vi abbiamo parlato dei temi cari a Fratelli d’Italia).

Premier? Salvini aspetta l’esito del voto

Le voci dell’accordo raggiunto in senso alla coalizione di centrodestra sembravano aver spento qualsiasi ipotetica tensione tra i partiti, eppure Matteo Salvini da Bari non ha tardato a rispondere alla collega Meloni dopo le parole dirette a Mattarella. Il leader della Lega, che in passato ha ricoperto il ruolo di vice premier con Di Maio nel primo Governo Conte, ha infatti voluto sottolineare che soltanto il risultato delle urne potrà dire qualcosa di più sulla corsa a Palazzo Chigi che quindi, come ha voluto far intendere, non è un’esclusiva di Meloni.

“Io aspetto il voto degli italiani prima di fare qualsiasi commento, poi il Presidente della Repubblica sceglierà come è giusto che sia” ha detto Salvini, che ha quindi “provocato” velatamente la leader di FdI dopo l’uscita delle ore precedenti. A chi gli fa notare che il successo per la sua coalizione sembra quasi scontato, il leader del Carroccio risponde: “Tutti dicono che il centrodestra ha già vinto. Calma. Sono convinto che il centrodestra possa vincere, sono convinto che la Lega possa prendere un voto in più di tutti gli altri, ma non impongo nomi e ruoli a nessuno e men che meno al presidente della Repubblica” .

E Berlusconi? Il parere del Cavaliere

Tra i due possibili litiganti si piazza Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia e politico dalla grande esperienza. Il Cavaliere, che di incarichi di peso ne ha ricoperti nel corso della sua carriera politica, giocherà di certo un ruolo da mediatore tra Meloni e Salvini, come si evince già dalle risposte date in passato (qui vi abbiamo parlato dell’ultima idea di Berlusconi sul Ponte sullo stretto).

Berlusconi, infatti, non si è mai voluto sbilanciare nella corsa alla presidenza del Consiglio dei Ministri, volendo anzi ribadire la posizione scelta dall’intera coalizione di centrodestra: “Chi prende più voti ha diritto ad indicare al presidente della Repubblica un nome“.

Il contrattacco del centrosinistra

In uno scenario che vede il centrodestra avanti nei sondaggi e un centrosinistra che rincorre, è Luigi Di Maio a farsi sentire e a puntare il dito contro la coalizione di destra. L’ex Cinque Stelle, che si presenterà al voto del 25 settembre col nuovo partito Impegno Civico è infatti finito più volte nelle mira di Salvini e Meloni ai quali ha voluto rispondere per le rime. Il ministro degli Esteri ha deciso di affidare ai social la replica ai leader di Fratelli d’Italia e Lega, considerando la loro possibile vittoria “una catastrofe dagli effetti devastanti“.

Secondo Di Maio, infatti, il quadro delle relazioni internazionali del trio del centrodestra non promette nulla di buono: “A causa delle amicizie anti europee di Giorgia Meloni (vedi Orban) e delle amicizie internazionali filo putiniane di Salvini e Berlusconi, a causa delle ricette economiche distruttive di tutti e tre e della scelta di modificare il Pnrr, il trio sfascia conti metterà a rischio i risparmi degli italiani, isolerà l’Italia in Europa e farà saltare i fondi del Pnrr. Rischiamo una guerra economica”.

“Ripeto: gli italiani devono sapere cosa succeder il 25 settembre votando la coalizione sfascia conti, cioè il trio Salvini-Berlusconi-Meloni, o se non andranno a votare” ha attaccato Di Maio.

A piazzare l’affondo ci ha pensato anche Enrico Letta, leader del Partito Democratico che in un’intervista su Avvenire ha avvertito gli italiani: “Tutti ricordano il baratro del 2011, con il governo Berlusconi – e Tremonti e Meloni ne erano ministri – costretto a dimettersi perché il Paese era sull’orlo della bancarotta. Dieci anni dopo l’Italia si è rialzata ed è risanata. Ma ecco che loro si ripresentano nella stessa formazione pronti per una nuova bancarotta“.

“L’ostilità pregiudiziale di questa destra a una misura di civiltà come lo ius scholae, per esempio, è dichiarata e intollerabile. Se vincessero loro si arresterebbe ogni possibilità di progresso” ha detto Letta. Il leader dem ha quindi sottolineato la ricetta vincente: “O vince la destra o vinciamo noi. Noi possiamo ribaltare i pronostici e vincere. Dobbiamo convincere il 10% di indecisi perché il Pd oggi è unito ed è l’unica vera alternativa a Meloni e alle destre”.