Manovra ok, ma a gennaio 2020 il governo è a rischio. Ecco perché

Compiuto il "piccolo miracolo", come detto da Gualtieri, di chiudere la legge di Bilancio senza aumentare l'Iva, col nuovo anno arrivano subito degli snodi delicatissimi per l'esecutivo

Il governo Conte bis ha resisitito alla palude della Manovra, sempre ricca di trappole e ancor più con le tensioni esistenti fra Pd, M5s e soprattutto Italia Viva di Renzi. L’esecutivo è riuscito a scollinare la legge di Bilancio, uno degli ostacoli su cui rischiava seriamente di implodere. Una legge di Bilancio chiusa non senza difficoltà e definita un “piccolo miracolo” dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per aver tenuto in sesto i conti del paese senza aumentare l’Iva, come temuto.

Tuttavia, passate le Feste, si apriranno altri fronti non meno delicati. Un vero e proprio gennaio di fuoco che metterà a dura prova la tenuta dell’esecutivo: dalla decisione sul referendum confermativo del taglio dei parlamentari (12 gennaio) alla Consulta (15 gennaio), che dovrà esprimersi sull’ammissibilità del referendum leghista pro maggioritario. Il 20 gennaio ci sarà il voto sul caso Gregoretti e il 26 gennaio sarà la volta delle regionali in Emilia.

Taglio parlamentari
Il 12 gennaio scadrà il termine per presentare le firme dei parlamentari per chiedere il referendum confermativo della riforma costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari a 600 onorevoli, 345 in meno rispetto ad ora. Al momento le sottoscrizioni necessarie sembrano essere raggiunte. Salvo retromarce, il taglio dei parlamentari sarà sospeso in attesa del referendum da tenere in primavera. In questo caso si aprirebbe una finestra temporale (aprile-maggio) per poter andare alle elezioni politiche senza il taglio: una tentazione per quei partiti che, sondaggi alla mano, con la riduzione dei parlamentari vedrebbero ridottta sensibilmente la propria pattuglia a Montecitorio e a Palazzo Madama.

Consulta su referendum maggioritario
Altro passaggio delicato il 15 gennaio, quandop ci sarà il pronunciamento della Consulta sul referendum leghista sull’uninominale. Se la Corte dovesse ammetterlo, il sistema elettorale rischia di diventare dalla prossima primavera fortemente maggioritario, tagliando fuori i piccoli partiti: meglio andare a votare subito e con il Rosatellum (nel caso il referendum sarebbe posticipato di un anno).

Regionali Emilia Romagna
E infine il passaggio politico più delicato e forse decisivo: le elezioni Regionali in Emilia Romagna, su cui Salvini punta tantissimo per provare la ‘spallata’ al governo. Se il centrodestra a trazione leghista dovesse riuscire a strappare la regione al centrosinistra si aprirebbe una doppia crisi nella maggioranza: da una parte il fuoco di fila del Pd contro i 5 stelle che, decidendo di correre da soli, avrebbero tolto voti a Bonaccini; dall’altra sarebbe la stessa figura di Nicola Zingaretti, segretario Pd, a risultare fortemente indebolita.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Manovra ok, ma a gennaio 2020 il governo è a rischio. Ecco perché