M5S: “Via Siri”. Salvini furioso, crisi di governo ad un passo

Cdm drammatico sul Decreto crescita: Di Maio assente, Salvini stralcia il salva-Roma, il caso Siri resta sullo sfondo e la tensione è altissima

“Le stanno provando tutte per distogliere l’attenzione sul tema principale: le dimissioni di Siri . Prima gli attacchi gratuiti alla Raggi, poi la foto di Salvini con il mitra e ancora la reintroduzione della leva obbligatoria. Una dopo l’altra per provare ad oscurare quella che per noi rimanere la notizia principale sulla quale non possiamo soprassedere: l’inchiesta per corruzione che vede il coinvolgimento del sottosegretario Siri”. Lo dichiarano fonti M5S. “Di mezzo – incalzano le stesse fonti – ci sarebbero legami con la mafia. E questo governo non deve avere alcuna ombra, non può essere accostato lontanamente a fatti di corruzione e mafia. Siri faccia un passo di lato e chiarisca”.

“Un sottosegretario ai Trasporti che presenta una proposta sull’eolico… non c’entra nulla. Quindi c’è il sospetto politico che questa persona possa aver agito per se stessa, nel suo interesse personale e non generale” ha poi detto Luigi Di Maio a ‘Di Martedì’. “Io non dico che qualcuno non può sbagliare ma io De Vito l’ho espulso dopo 30 secondi e noi invece è una settimana che stiamo aspettando che Salvini metta Siri da parte così continuiamo a lavorare”. “Qui nessuno sta aprendo la crisi di governo. Questo governo deve fare ancora tante cose però sulla vicenda in questione”, quella di Siri, “non posso accettare che una persona” su cui pendono certe accuse “resti lì come sottosegretario”.

Oltre a tornare a chiedere le dimissioni del sottosegretario, nel blog si sottopongono una serie di domande all’alleato di governo. “La politica – si legge sul blog – deve dare il buon esempio. Nessuno può nascondersi dietro la presunzione di innocenza di fronte all’ipotesi di un reato di corruzione. Non può farlo, a maggior ragione, quando nella stessa inchiesta emergono legami con la mafia”. “Quando un politico viene accusato dalla magistratura di essere un corrotto, deve fare un passo indietro e chiarire – incalza il M5s – Si può difendere, è un suo diritto, ma deve farlo lontano dalla sua carica. È quel che è accaduto al sottosegretario Armando Siri. E quel che abbiamo chiesto, in virtù della nostra coerenza, è stato che si mettesse in panchina fino al chiarimento definitivo, che rinunciasse al suo incarico nel governo mantenendo comunque il ruolo di senatore”.

Il tutto, ovviamente, ha finito per ripercuotersi sul Cdm relativo al decreto crescita, dove Conte ha provato a fare da cuscinetto ma dove sono esplose tutte le tensioni fra i due alleati di governo. I due vice si rinfacciano gli scandali che hanno coinvolto la Lega e quelli che affliggono il Comune di Roma a guida pentastellata. “Per un tuo capriccio – attacca Di Maio secondo la ricostruzione di Repubblica – penalizzi i romani. Ti comporti in modo allucinante. Mi accoltelli alle spalle, ma andrai a sbattere”. “Continua così – replica Salvini parla quanto ti pare, ma tanto questa norma, così com’ è, non passerà mai”. Di più: un messaggio inviato ad alcuni ras del partito, sempre secondo Repubblica, reciterebbe. “Non possiamo andare avanti con questi qua. Il 27 maggio, comunque vada, mettiamo fine a questa storia”.

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