M5s, parte la fronda a Di Maio. Voto su di lui su Rousseau

La domanda a cui rispondere è: confermi Luigi Di Maio come capo politico del Movimento 5 Stelle? Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 20 di domani 30 maggio"

Se le ore immediatamente successive alla scoppola elettorale sono state all’insegna dell’unità e del “guardiamo avanti”, nel Movimento 5 Stelle affiorano ora tutti i malumori relativamente al risultato e cresce al fronda alla leadership di Luigi Di Maio, sempre più nel mirino dei parlamentari pentastellati.

A rendere ancora più indigesto il responso elettorale, la scelta di Luigi Di Maio di convocare un maxi vertice al Mise con il suo inner circle. Una riunione segnata anche da interventi duri, con la richiesta di una svolta avanzata innanzitutto dal sottosegretario Stefano Buffagni: “Così non va, o si cambia o è meglio lasciar perdere…”. Mentre al Mise Di Maio riuniva i suoi, a Montecitorio era in corso una riunione parallela durante la quale diversi eletti hanno espresso tutto il loro malcontento per il ‘conclave’ grillino di Via Molise: “Com’è possibile analizzare gli errori – il ragionamento che rimbalzava tra i presenti, saltata la congiunta che era attesa in serata – se poi ci si riunisce con chi ti ha portato al baratro escludendo le voci fuori dal coro che non hai mai ascoltato?”.

Quattro deputati avrebbero sollevato il tema di un passo indietro di Di Maio, mentre a Palazzo Madama un senatore fa notare: “La ‘testa’ del capo non può chiederla l’assemblea, si deve passare da un voto sulla piattaforma Rousseau. Quella è la strada”. I malumori potrebbero sfociare ben presto in una richiesta di rimpasto. Senza contare poi le voci su imminenti addii nei gruppi di Camera e Senato.

E proprio un possibile ‘ritocco’ alla squadra di governo è stato uno dei temi affrontati ieri nel corso del vertice al Mise con tutto il gotha grillino. Il sottosegretario agli Affari regionali Buffagni, fedelissimo di Di Maio, viene descritto da una fonte che ha partecipato alla riunione come uno dei più scontenti della situazione attuale: “Così non si può andare avanti, il M5S al governo è stato bocciato dai cittadini, quindi o si cambia o è meglio lasciar perdere. E abbiamo trascurato il Nord”, queste le parole di Buffagni, secondo quanto viene riferito all’Adnkronos. E anche Paola Taverna non avrebbe mancato di sottolineare il proprio dissenso nel corso della riunione fiume. Ma c’è anche chi fa notare che un ‘rimpasto’, ora, vorrebbe dire regalare più poltrone alla Lega. Gli uomini vicini a Di Maio mostrano di non temere la fronda. E anche se dovesse arrivare la richiesta di un passo indietro, nessun timore: “Luigi ne uscirebbe solo rafforzato: non c’è alternativa alla sua leadership”.

In casa 5Stelle si va in ogni caso alla conta. Più precisamente ad una votazione sul mantenimento o meno da parte di Di Maio del ruolo.

“Non sono mai scappato dai miei doveri e se c’è qualcosa da cambiare nel Movimento lo faremo. Se ci sono strutture o luoghi decisionali da creare: lo faremo. Prima di ogni altra decisione, oggi però ho anche io il diritto di sapere cosa ne pensate voi del mio operato. Voglio sentire la voce dei cittadini che mi hanno eletto capo politico qualche anno fa. Quindi a voi la parola. Chiedo di mettere al voto degli iscritti su Rousseau il mio ruolo di capo politico, perché è giusto che siate voi ad esprimervi. Gli unici a cui devo rendere conto del mio operato”. Lo scrive in un post sul Blog delle Stelle Luigi Di Maio.

“Sarà tutto il Movimento 5 Stelle a scegliere. Se il Movimento rinnoverà la fiducia in me – aggiunge – allora ci metteremo al lavoro per cambiare tante cose che non vanno. Io personalmente con ancora più impegno e dedizione. La domanda a cui rispondere è: confermi Luigi Di Maio come capo politico del Movimento 5 Stelle? Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 20 di domani 30 maggio”.

In collaborazione con Adnkronos

 

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