L’UE studia l’exit strategy: aiuti mirati solo a imprese “sostenibili”. Ecco quali

Addio ristori per tutti senza distinzione, il post pandemia vedrà sopravvivere solo chi è sostenibile

L’Europa segue la teoria evolutiva di Darwin, lasciando scomparire le imprese meno efficienti, mentre  alimenta quelle con più possibilità di sopravvivenza. Ma chi sarà il Deus ex machina? Chi deciderà quali imprese lasciar fallire e quali sostenere con ulteriori finanziamenti e ristori? Ne ha parlato l’Eurogruppo nella giornata di ieri, dove ha fatto il suo debutto Daniele Franco, nuovo Ministro dell’Economia italiano, un fedelissimo di Mario Draghi, che ha introdotto la “teoria” del salvataggio mirato sostenuta dall’ex presidente della BCE.

Scatta la Fase 2: aiuti mirati alle imprese

La pandemia di Covid-19 ha provocato uno shock importante ed ha duramente colpito le imprese, soprattutto in alcuni settori, come la ristorazione, il turismo ed i trasporti. Gli aiuti alle imprese sono arrivati a pioggia – prestiti con garanzia pubblica, moratorie, cassa integrazione – senza distinguere fra imprese sane ed imprese in difficoltà, ma molte aziende erano già in affanno finanziario prima dell’emergenza sanitaria.

“Abbiamo parlato della questione della solvibilità delle imprese, riconoscendo il fatto che le iniziative che abbiamo preso hanno avuto successo nel ridurre il rischio di bancarotta e insolvenza delle aziende”, ha confermato al termine dell’Eurogruppo Paolo Gentiloni, ricordando che a causa della pandemia un quarto delle imprese sarebbe affondato per una crisi di liquidità e che questa percentuale varia molto da settore a settore.

La proposta portata da Franco all’Eurogruppo ha un senso: mantenere il sostegno finanziario alle imprese in buona salute, quelle più efficienti, che hanno maggiori probabilità di sopravvivenza, favorendo un’uscita ordinata e progressiva dal mercato di quelle inefficienti.

Le nuove linee guida

Chi o cosa deciderà le sorti delle imprese? Serviranno certamente parametri oggettivi, nuove linee guida che eviteranno arbitrarietà nelle decisioni.

Gentiloni ha spiegato che “bisognerà muoversi gradualmente”, sostituendo l’attuale “approccio indifferenziato” ad “azioni più mirate”. Il primo passo della nuova strategia sarà individuare le imprese “non economicamente sostenibili”. Il secondo step differenziare i canali di finanziamento delle imprese “sostenibili”, garantendo forme di finanziamento ad hoc per le PMI. Terza fase delineare per le imprese non sostenibili un’uscita ordinata dal mercato con procedure d’insolvenza solide, tenendo in considerazione i posti di lavoro persi.

“Dovremmo prendere le giuste decisioni per affrontare in modo decisivo le sfide della insolvenza delle imprese nei prossimi mesi e anni, tenendo ben presenti le implicazioni sociali delle nostre decisioni”, ha concluso il Commissario europeo, aggiungendo che occorre “lavorare con cautela e gradualità”.

Il 2021 l’anno della svolta

Le misure predisposte dall’UE nella prima fase della pandemia saranno progressivamente e gradualmente ritirate nel 2021, mantenendo un sostegno solo ai settori e alle imprese che hanno più probabilità di sopravvivenza, almeno sino alla metà del 2022.

Ma occorrerà gestire le insolvenze e l’esplosione dei crediti deteriorati, quindi solvibilità e crediti deteriorati saranno due parametri chiave per delineare una strategia di uscita dalla pandemia.

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