Lockdown bis prende quota e rimette nei guai Conte

Italia proiettata, purtroppo, verso le scenario 4, il peggiore. Servono, in fretta, nuove misure

L’impronunciabile l’ha pronunciato nell’ultima conferenza stampa proprio il Presidente del Consiglio Conte: “Faremo di tutto per evitare un nuovo lockdown”.  Ma la frase che fino a quel giorno tutti avevano evitato di pronunciare – almeno davanti ai microfoni –  è tornata tristemente alla ribalta.

Tanti, fin qui, gli indizi ma da qualche giorno iniziano ad arrivare conferme illustre. “Sono allo studio tutte le misure. Oggi siamo entrati nello Scenario 3, c’è anche lo Scenario 4. Quindi, che il lockdown sia una delle ipotesi previste – generale, parziale, localizzati, o come quello che abbiamo visto a marzo – era previsto. Speravamo, auspicavamo di non arrivare a quelle ipotesi. Ma se guardiamo anche ai paesi accanto a noi, sono purtroppo ipotesi realistiche“. Lo ha detto ieri sera a Radio Popolare il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (CTS ) Agostino Miozzo.

A rincarare la dose, ci ha pensato oggi  Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, che intervistato dal ‘Corriere della Sera, apre a scenari tutt’altro che rassicuranti.

“La vedo molto dura, la situazione. Complicata e piena di tranelli, perché purtroppo a metà novembre saremo come a fine marzo. Con la differenza che allora l’epidemia riguardava Lombardia e Veneto, mentre ora abbraccia tutta Italia. Il virus si è sparpagliato ovunque”, avverte l’ ex capo della Protezione civile. Sotto gli occhi ha un grafico “dove si vede chiaramente come a metà del prossimo mese la curva di contagi, ricoveri e morti avrà un’impennata insostenibile se non si prendono subito misure drastiche”.

“Se il diagramma corrisponde a verità – sottolinea   – rischiamo tra poco più di due settimane di ritrovarci nei guai. I pilastri necessari per contrastare l’epidemia si stanno sgretolando, il servizio sanitario ha l’acqua alla gola e non sarà in grado di rispondere all’emergenza incalzante. Non vorrei rivedere le scene di medici russi, cubani e albanesi che accorrono in nostro aiuto nelle rianimazioni”.

Per ora il Governo ha scelto di prendere tempo nella speranza che le nuove restrizioni possano funzionare, piegando la curva dei contagi. Il tempo, però, non gioca a nostro favore e a stretto giro l’esecutivo sarà chiamato a decidere se imboccare di nuovo la strada della chiusura totale, con il rischio concreto di una rapida escalation di tensione. 

Il mezzo lockdown, però,  non piace a Bertolaso: “Credo che sarebbe meglio fermare del tutto il Paese per un mese, subito, siamo ancora in tempo per non arrivare a quei numeri”.

La verità è che, al momento, alcune Regioni preoccupano più di altre:  Campania, Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria sono decisamente in affanno con il Lazio che regge ma è comunque ad un passo dal limite di gestione.

LA STRATEGIA – Conte, con ogni probabilità, tirerà una linea domenica 8 novembre per valutare gli effetti delle nuove misure. L’ipotesi più accreditata al momento è quella di un lockdown morbido sul modello francese. Dal 9 novembre potrebbero restare aperte solo scuole (materne ed elementari), aziende, fabbriche e uffici. Si potrà uscire solo per andare ad accompagnare i propri figli a scuola, per andare a lavorare o per ragioni mediche. Per il resto tutti a casa con i negozi chiusi (tranne quelli di generi alimentari).  Quasi certo lo stop agli spostamenti tra comuni e regioni.

Si annunciano giorni decisamente di fuoco per il Conte bis che torna a traballare. Una nuova chiusura scontenterebbe più o meno tutti con le opposizioni pronte a cavalcare la protesta. 

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