Lockdown bis? Non è più scenario impossibile: le mosse per frenare la corsa del virus

Esecutivo ed esperti provano a correre ai ripari ma il rischio di tornare a marzo c'è

“Da 9 settimane ormai i nostri numeri crescono e cresceranno ancora” A dirlo, poche ore fa,  il Ministro della Salute Speranza. Toni chiari – a tratti duri – che fotografano la situazione nel nostro Paese dove la curva dei contagi, seppur ancora relativamente sotto controllo – è tornata a far paura.   

Da giorni invita ad alzare il livello di attenzione anche Walter Ricciardi, “Se non ci muoviamo, c’è il rischio di arrivare a 16mila casi al giorno”, aveva detto poco prima all’Adnkronos il consigliere del ministro della Salute per l’emergenza Covid-19 e ordinario di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma. Ben più, dunque, del record toccato nei mesi del picco. Siamo sulla lama di un rasoio, se non interveniamo subito tra due o tre settimane rischiamo di ritrovarci come in Francia, Spagna e Gran Bretagna”.

Non possiamo pensare che il virus non giri, questo – ha ribadito – è un virus insidiosissimo che sta di nuovo riempiendo gli ospedali. Gli ospedali Covid in Campania e Lazio sono quasi pieni e mi preoccupano molto non tanto le terapie intensive, di cui si parla, ma le terapie subintensive perchè ci sono i pazienti infettivi che devono essere curati in un certo modo e i posti si stanno saturando già adesso.

LE SETTE ARMI PER FRENARE LA CORSA DEL VIRUS –  Ma non tutto è ancora perduto. “Abbiamo sette armi per evitarlo – aggiunge Ricciardi -: Distanza, mascherine, igiene delle mani, App Immuni, vaccino antinfluenzale, rafforzamento di terapie subintensive e pronto soccorso, e infine più test e tracciamento con i dipartimenti di prevenzione”.

Sia chiaro, almeno ufficialmente nessuno ha avuto ancora il coraggio di pronunciare la parola lockdown ma ci si è iniziato a girare intorno. “Faremo di tutto per evitarlo”. Suona molto diverso dalle frasi pronunciate appena poco tempo fa quando invece si escludeva a gran voce l’ipotesi. A complicare i piani però ci ha pensato ancora una volta il virus.

La verità che inizia a filtrare è che nelle segrete stanze e lontano da telecamere e microfoni, l’esecutivo di Giuseppe Conte non esclude affatto che il Paese possa ripiombare nel dramma della primavera. Per ora i giallorossi hanno provato a correre ai ripari, limitandosi a rendere obbligatorie le mascherine anche all’aperto e a prevedere salatissime multe per chi non rispetta la norma. Basterà o servirà una nuova stretta?

Intanto, un antipasto di quello che potrebbe succedere l’ha servito ieri il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. 

“Le limitazioni di spostamento tra le Regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla in questo momento. Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi. La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c’è una spia che si accende bisogna intervenire”, ha detto ieri a “The Breakfast Club” su Radio Capital.

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