Leadership di servizio, la rivoluzione del potere

Dal mondo del volontariato nasce un nuovo tipo di leadership valido per tutti

Toastmasters International Organizzazione no-profit di public speaking e leadership

leadership di servizio

Spesso associamo la parola leadership al potere e tale tradizionale connubio ha il vantaggio di riuscire (nel bene e nel male) a conseguire risultati, anche in situazioni difficili. Tuttavia può esserci un rovescio della medaglia: un ruolo può infatti conferire autorità alla persona che lo ricopre, ma non necessariamente autorevolezza. Questo può portare alla nascita di malumori e conflitti che possono avere una ricaduta sul clima e sul rendimento del gruppo. Ad esempio, questo scenario può verificarsi in caso di un atteggiamento eccessivamente direttivo oppure di debolezza del leader (tale solo per carica, ma non per “personalità”).

Quale può essere quindi una soluzione? Una soluzione arriva dalle strategie di leadership adottate nel mondo del volontariato, dove ci si trova di fronte alla sfida di dover gestire dei team di persone senza dover esercitare un potere economico o contrattuale nei loro confronti. Nasce quindi in questi contesti il concetto di “leadership di servizio”: il leader è chi si mette a disposizione del gruppo e della missione associativa. Partendo da questo approccio, è possibile sviluppare strumenti e competenze utili anche nel mondo aziendale.

Il punto di partenza è la gestione delle emozioni, spesso accompagnata dalla sospensione del giudizio: un atteggiamento mentale di neutralità, che aiuta a prendere le distanze da dinamiche depotenzianti (accompagnate da pregiudizi), in modo da osservare situazioni e persone nel modo più oggettivo possibile. William Ury, nei suoi libri sul negoziato, menziona la tecnica del “Go to the balcony”: un invito a uscire, prendere una boccata d’aria, sospendere l’interazione quando il dialogo si complica. Una presa di distanza fisica (e non solo mentale) che aiuta a recuperare obiettività, non cadendo preda delle proprie emozioni.

Una seconda azione efficace è quella dell’ascolto e dell’osservazione. In particolare è importante esercitarsi nell’ascolto attivo: quella modalità di presenza e attenzione a ciò che l’interlocutore sta comunicando, e al come noi reagiamo davanti alla persona e alle parole che sta pronunciando. Questo presuppone non sono la capacità di prestare attenzione alle persone, ma anche alle dinamiche di gruppo, per comprendere come intervenire e facilitare al meglio le interazioni e l’operatività.

Questo ci porta al terzo punto: il fare domande. Le domande sono infatti una risorsa fondamentale, specialmente quando sono poste in modo aperto (“Perché…?”, “Come…?”, “Cosa…?”), per capire a fondo la situazione e trovare possibili soluzioni ai problemi.

Gestione delle emozioni, ascolto, osservazione e formulazione delle domande, fanno tutte capo – infine – alla comunicazione e al linguaggio usato.

Pensiamo ad esempio alla differenza che la scelta delle parole che usiamo è in grado di fare quando ci confrontiamo con gli altri (o quando facciamo delle considerazioni con noi stessi). Abbiamo il potere di cambiare il significato delle frasi e addirittura il modo in cui rappresentiamo la realtà: possiamo ad esempio parlare per soluzioni e non per problemi oppure sostituire tutte le congiunzioni avversative che riempiono le nostre frasi (“no”, “però”, “ma”, ecc.) con un semplice “sì, e…” per trasformare radicalmente l’approccio nei confronti delle persone con cui collaboriamo.

L’esercizio della leadership è sempre una sfida.  Ci mette alla prova, fa sentire il suo peso di responsabilità e ci mette in contatto con le nostre convinzioni e il nostro bagaglio conoscitivo. Non esiste un vademecum valido per tutto, ma esistono delle buone norme che possono farci vivere l’esperienza in modo positivo contribuendo alla nostra crescita come persone e professionisti, innalzando anche la qualità dell’ambiente di lavoro.

Barbara Olivieri

Toastmasters International è una organizzazione educativa no-profit che guida le persone nel proprio percorso di public speaking e leadership, presente da quasi 100 anni in tutto il mondo attraverso una rete globale di club locali

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