La Lega punta ad oscurare il porno online. L’emendamento Pillon

Si tratta di un emendamento, approvato e inserito dalla Lega come articolo 7 bis per volere del senatore Simone Pillon, che prevede che tutti i contenuti pornografici e violenti vengano bloccati in automatico su qualsiasi collegamento a Internet.

Dopo la guerra alle droghe leggere, culminata con le limitazioni da parte dell’allora ministro degli Interni Matteo Salvini a diversi negozi di canapa legale, la Lega dichiara guerra al porno online con un emendamento inserito nel Decreto Giustizia a firma Simone Pillon, approvato con la fiducia in via definitiva dalla Camera dei Deputati con 305 Sì e 232 No, dopo il voto positivo al Senato.

L’articolo titola “Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio” e dice: “I contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 devono prevedere tra i servizi preattivati sistemi di parental control ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco a contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto”.

E prosegue: “Questi servizi devono essere gratuiti e disattivabili solo su richiesta del consumatore, titolare del contratto”. Ciò significa che, secondo la norma, verrà attivato un blocco a qualsiasi contenuto pornografico in automatico su qualunque collegamento Internet. Questa forma di controllo parentale potrà essere disattivata, ma solo su richiesta, da parte dell’utente che ha firmato il contratto. Che dunque dovrà per forza essere un adulto.

Una norma realmente applicabile?
Secondo la norma approvata il 24 giugno, alcuni contenuti online verrebbero bloccati in automatico. Un possibile precedente che genera scetticismo fra gli esperti del settore. Si entrerebbe infatti nel campo della censura, e norme di questo genere sono già state respinte altrove a livello costituzionale, come avvenuto in Inghilterra. Senza contare il problema di definire oggettivamente cosa un contenuto “inappropriato” nonché quello più tecnico di bloccare poi i contenuti criptati.

Chi è il senatore Pillon
Avvocato cassazionista, attivo fin da giovane nel mondo cattolico, ex consigliere nazionale del Forum delle associazioni familiare e tra gli organizzatori del Family Day, il senatore, conservatore soprattutto sul piano religioso, è noto per un disegno di legge – il ddl Pillon appunto – che avrebbe modificato le leggi su divorzio e affido condiviso dei minori. Da sempre contrario all’aborto, all’utero in affitto e alle famiglie omogenitoriali, ha scatenato proteste e sit-in.

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