Iveco resta in Italia: salta la cessione al gruppo cinese

La trattativa per portare il marchio di mezzi pesanti su gomma ai cinesi di Faw Jefang si è interrotta anche per l'intervento del governo

Iveco rimane italiano. La trattativa per la cessione dei veicoli pesanti alla società cinese Faw Jiefang, da parte di Cnh Industrial, è saltata. L’accordo avrebbe portato alla controllata della holding della famiglia Agnelli, la Exor, una cifra che secondo indiscrezioni si sarebbe aggirata intorno ai 3,5 miliardi.

Iveco resta in Italia: l’intervento del governo

Dietro l’esito negativo della compravendita ci sarebbe stato anche l’intervento del governo per mantenere l’azienda sotto controllo italiano, in quanto ritenuta di interesse strategico nazionale.

Non soltanto la possibilità ventilata dall’esecutivo di utilizzare il golden power per impedire la buona riuscita dell’operazione, ma lo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi si sarebbe interessato direttamente.

Lo confermano le parole del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti: “Accogliamo con favore e valutiamo positivamente la notizia del mancato perfezionamento della trattativa tra Cnh e Faw Jiefang per la vendita di Iveco. Il governo italiano ha seguito con attenzione e attiva discrezione tutta la vicenda perché ritiene la produzione di mezzi pesanti su gomma di interesse strategico nazionale.”

“Il Mise – ha aggiunto – è pronto a sedersi al tavolo per intervenire per tutelare e mantenere questa produzione in Italia”.

Soddisfazione condivisa non soltanto con l’esecutivo, ma anche dai sindacati: “Il tempo delle dichiarazioni alla stampa e del silenzio del tavolo istituzionale è finito, chiediamo certezze per un settore strategico per il nostro Paese e per le lavoratrici e i lavoratori, con tutti gli strumenti a disposizione del Governo con le risorse del Recovery Fund per investire sulla filiera della produzione di mezzi per la mobilità del trasporto pubblico delle persone e del trasporto merci” rivendica Michel De Palma, responsabile della Fiom-Cgil del settore automotive.

“Con o senza Faw è necessario aprire un confronto con azienda alla presenza anche del ministero dello Sviluppo economico”, ha sottolineato il segretario Fim Cisl, Ferdinando Uliano.

Iveco resta in Italia: il comunicato del gruppo Cnh

Anche se per ora Iveco rimane italiano la Cnh Industrial ha annunciato di volere continuare i piani di spin-off del marchio di camion e furgoni e di una parte dei motori della Fpt Industrial nella prima parte del 2022.

Come dichiarato nel comunicato in cui viene annunciata l’interruzione della trattativa, il gruppo “crede che sussistano significative opportunità per sviluppare il proprio business On-Highway come fattore di accelerazione nell’attuazione di soluzioni e infrastrutture per trasporti sempre più sostenibili, in linea con le ambizioni del Green Deal dell’Unione Europea”.

Nel nostro Paese Iveco è presente con tre stabilimenti a Brescia, dove si costruisce l’Eurocargo e il Suzzara, a Mantova dove si produce il Daily e Torino, dove ha casa la progettazione, impegnando oltre 6mila dipendenti.

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