Ius soli, tensione nella maggioranza: subito scintille Letta-Salvini 

Il leader della Lega stoppa il neo Segretario: "Parte male".

Se fino a poco tempo fa un’alleanza di Governo Lega-PD poteva essere derubricata. più o meno, ad ipotesi da fantascienza ci ha pensato la pandemia a cambiare le carte in tavola, rendendo possibile ciò che tutti pensavano non potesse mai esserlo.
E allora, in scia alla necessità di  portare in salvo il Paese nel momento più delicato dal Secondo Dopoguerra, dopo lo scherzetto di Renzi che ha fatto lo sgambetto al Conte bis, via libera ad un esecutivo di larghissime intese, guidato da Draghi. 

SUBITO SCINTILLE LETTA- SALVINI – Che però gli equilibri tra anime così politicamente diverse fosse a dir poco precario, non è certo una scoperta. Pronti via, si alza subito l’asticella della tensione tra il neo Segretario PD Enrico Letta (eletto ieri con un consenso pressochè plebiscitario) ed il leader della Lega Matteo Salvini che sembra aver decisamente mal digerito una delle primissime dichiarazioni del successore di Zingaretti.

“Io sarei molto felice se il governo di Mario Draghi, tutti insieme, senza polemiche, fosse quello in cui dar vita alla normativa dello Ius soli che voglio qui rilanciare”, ha detto Letta, che ha anche trovato lo spazio per lanciare un’altra stoccatina: “Il governo di Mario Draghi è il nostro governo. E’ la Lega che deve spiegare perché lo appoggia, non noi”.

Non si fa attendere la replica stizzita del leader del Carroccio che ridisegna subito il perimetro dell’azione di Governo: “Letta e il PD vogliono rilanciare lo Ius Soli, la cittadinanza facile per gli immigrati? Se il nuovo segretario torna da Parigi e parte così, parte male. Risolviamo i mille problemi che hanno gli italiani e gli stranieri regolari in questo momento, non perdiamo tempo in cavolate”.  dice il leader della Lega Matteo Salvini dopo le parole di Letta.

Uno scambio che di certo non rassicura il Premier Draghi che punta invece a zittire chiacchiere e tensioni per ottimizzare l’azione di Governo: obiettivo triplicare le somministrazioni giornaliere di vaccini ed arrivare a fine settembre mettendo al sicuro l’80% della popolazione.

Se le cose andassero davvero come da tabella di marcia, il peggio sarebbe alle spalle. Un auspicio, oltre che una speranza, che come da copione è destinato a scontrarsi con la pratica, spesso scomoda e legata a diversi fattori, molti dei quali imprevedibili.

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