Iran: così l’accordo sul nucleare può cambiare il mondo

Gli effetti influerenzeranno profondamente il futuro del Medio Oriente. E non solo

Giovanni Parigi

Giovanni Parigi Esperto di politiche economiche mediorientali. Insegna Cultura Araba presso l'Università Statale di Milano. Il Medio Oriente, oggi più che mai, rappresenta un teatro politico, economico e sociale di importanza vitale per l'Europa. E per l'Italia in particolare

Anche se ci vorrà tempo prima che entri definitivamente in vigore e dispieghi appieno i suoi effetti, il cosiddetto accordo sul nucleare iraniano potrebbe modificare radicalmente il quadro politico ed economico medio orientale e, persino, mondiale. In estrema sintesi, l’accordo negoziato a Vienna prevede la rimozione delle sanzioni economiche e finanziarie, oltre alla ripresa delle esportazioni di oil&gas iraniano, proporzionalmente al progressivo adempimento di una serie di misure dirette a impedire lo sviluppo di un programma nucleare militare iraniano.

In altri termini, Tehran rinuncia al nucleare ad uso bellico, in cambio ad una riapertura dei rapporti economici col resto del mondo. Infatti l’Iran da oltre 35 anni è sottoposto a sanzioni commerciali e finanziarie, inizialmente americane, poi anche europee e ONU: Washington, che appoggiava lo scià, fu subito ai ferri corti col nascente regime rivoluzionario islamico, mentre successivamente Unione Europea ed ONU sanzionarono il regime degli ayatollah per la violazione di accordi internazionali di non proliferazione nucleare.

Dunque l’economia iraniana oggi è isolata e stagnante, da decenni esclusa dal sistema finanziario mondiale, con scambi commerciali asfittici ma sopratutto con le vitali esportazioni di idrocarburi a secco. Il contrappasso storico è che le potenzialità iraniane, proprio nel settore energetico, sono enormi: l’Iran è quarto al mondo per riserve di petrolio e secondo per quelle di gas, ma a causa dell’embargo oggi le sue esportazioni di petrolio non superano i livelli raggiunti negli anni ’70 sotto lo scià, mentre il gas è in gran parte destinato solo al consumo interno. (Continua sotto)

Senonchè, la debolezza economica iraniana sembra essere inversamente proporzionale al suo peso politico, infatti Tehran è uno dei più importanti attori del quadro geopolitico regionale, a capo di una importante rete di alleanze: controlla l’Iraq sciita, mantiene in vita il regime siriano di al Assad, sostiene Hamas a Gaza, Hizbollah in Libano e gli Houthi in Yemen. In altri termini, è acerrimo nemico dello Stato Islamico, rivaleggia regionalmente con Egitto e Arabia Saudita, ed è avversario di Israele e Stati Uniti.

Ora però, con il controverso Trattato di non proliferazione nucleare, può cambiare tutto, sia sul piano economico che politico.
Sul piano economico, i possibili benefici per l’Iran sarebbero enormi. Solo con lo sblocco dei fondi iraniani “congelati” in USA, Tehran otterrebbe rapidamente alcune decine di miliardi di dollari; poi, la ripresa delle esportazioni petrolifere permetterebbe alla Persia una decisiva ripresa economica. Peraltro, ci sarebbero benefici anche per l’Occidente: milioni di barili di petrolio iraniano invaderanno il mercato, abbassando il prezzo del greggio e inoltre per le imprese occidentali si aprirebbe un promettente mercato di quasi 80 milioni di persone.

Sul piano politico, è veramente difficile  – se non impossibile –  valutare gli effetti dell’accordo, ma in ogni caso questi ci saranno e saranno rilevanti; infatti, basti pensare che gli analisti spaziano da scenari apocalittici di un Iran che “bara” e – ottenuto comunque il nucleare militare – attacca Israele, a scenari dove la popolazione – ottenuto il benessere economico –  vuole la libertà e provoca la caduta del regime degli ayatollah.

In conclusione, dell’accordo sul nucleare iraniano si possono dare molte letture, peraltro estremamente contrastanti. Quello che è certo, è che i suoi effetti influerenzeranno profondamente il futuro di tutto il Medio Oriente.

Leggi anche:
Con fine sanzioni a Iran balzo export agroalimentare a 40mln
Petrolio nuovamente a picco in attesa delle scorte statunitensi
Perché l’Isis è il gruppo terroristico più ricco della storia
Petrolio, l’anarchia libica minaccia l’export. Cosa sta accadendo
Petrolio, una strada lunga e tortuosa per la produzione iraniana

Iran: così l’accordo sul nucleare può cambiare il mondo

Giovanni Parigi Il Medio Oriente, oggi più che mai, rappresenta un teatro politico, economico e sociale di importanza vitale per l'Europa. E per l'Italia in particolare Insegna Cultura Araba presso il Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e Studi Interculturali dell'Università Statale di Milano. Collabora con la rivista di geopolitica Limes e l'ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale). Avvocato, ha lavorato in diversi paesi del Medio Oriente.

Iran: così l’accordo sul nucleare può cambiare il mondo