Incognita elezioni e scuola: fantasma crisi aleggia sul Governo

Sullo sfondo, una terza variabile: la seconda ondata che potrebbe cambiare, ancora una volta, le carte in tavola

In tanti, in queste ore, iniziano a notare da parte del Presidente del Consiglio un netto cambio di strategia dal punto di vista comunicativo.

Se, infatti, fino a qualche mese fa, nei mesi più critici dell’emergenza, la  presenza del Premier era diventata pressochè un appuntamento fisso, nell’ultimo periodo il “Conte silenzioso” sembra aver avuto la meglio. Poche uscite, dichiarazioni centellinate e messaggi votati all’ottimismo.  Tradotto: non è il tempo del dire, ma del fare.

Sì, perchè da fare ce n’è parecchio. Partiamo con la scuola, sicuramente il dossier più caldo sul tavolo di Palazzo Chigi. Il tempo ormai stringe, mancano meno di due settimane alla ripresa in presenza ma i nodi da sciogliere sono ancora tanti.

Il Ministro della Salute Speranza prova a togliere dal campo le polemiche e in una lunga intervista all’Huffingtonpost rassicura i dubbiosi e gli scettici:

“Vorrei trasmettere un messaggio di serenità: le scuole riapriranno il 7 a Bolzano, il 14 nella maggioranza delle regioni e il 24 in altre. Abbiamo messo ingenti risorse, i protocolli per riaprire in sicurezza sono pronti. Questa, per me, è la vera fine del lockdown“.

Quanto all’uso delle mascherine ribadisce la linea del CTS: è obbligatoria, oltre i 6 anni, per andare a scuola, e va tenuta nei momenti di ingresso, uscita e ogni volta ci può essere rischio di stare sotto la distanza di un metro. Al banco, dove c’è un metro di distanza, si può togliere“.

A parole, la questione è risolta. Poi però ci sono i fatti: a partire dal nodo trasporto passando per i comportamenti degli studenti difficili da gestire.

Ma a preoccupare ancora di più l’incognita elezioni. Sono in tanti a sostenere che se il flop fosse catastrofico per la maggioranza giallorossa, in molti – centrodestra in primis – sarebbero pronti a saltare addosso all’ esecutivo per favorire un cambio della guardia.

Insomma, la poltrona di Palazzo Chigi è sempre più scomoda per Conte mentre aumentano i supporter dell’ex Presidente BCE Draghi che lo vorrebbero al timone di comando specie in una fase delicatissima per il Paese. Con una terza incognita: la seconda ondata che potrebbe cambiare, ancora una volta, le carte in tavola. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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