Il caso Israele: palestre e cinema aperti a chi è vaccinato

Israele apre i musei, i teatri, le palestre e gli hotel a coloro che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino contro il Covid-19 e che dovranno esibire un certificato ad hoc.

Il mondo guarda con speranza ad Israele, dove la campagna vaccinale è più avanti rispetto a qualunque altro paese e alcuni risultati iniziano ad evidenziarsi. A partire dal crollo dei contagi registrati nelle prime settimane del 2021, per arrivare alla riapertura di alcune attività sociali per coloro i quali sono stati immunizzati rispetto al Covid-19.

Il Paese riapre infatti i musei, i teatri, le palestre e gli hotel a coloro che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino contro il Covid-19 e che dovranno esibire un certificato ad hoc, o ”pass verde”. La decisione è stata presa dopo che il ministero della Sanità israeliano ha detto di ritenere altamente efficace la copertura offerta dal vaccino Pfizer/BioNTech.

Su Twitter, il ministro della Sanità Yuli Edelstein ha scritto che ora più di 3,2 milioni di israeliani possono ora godere della cultura e dei centri sportivi. Si tratta di circa un terzo del totale della popolazione israeliana, composta da 9,3 milioni di persone.

Da oggi in Israele riaprono anche i centri commerciali, ma con una capienza massima del 30 per cento. Viene comunque ribadito l’appello a seguire le norme utili a prevenire il contagio, ovvero indossare la mascherina, lavare le mani con frequenza e rispettare il distanziamento sociale.

“Sono molto preoccupato per quello che accadrà nei prossimi giorni, dato il senso di euforia che si respira per la riapertura dell’economia e il ritorno a scuola”, ha detto il professore Nachman Ash, responsabile della task force israeliana contro il coronavirus, alla radio dell’esercito israeliano.

In collaborazione con Adnkronos

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