I privilegi della Chiesa ricadono sul contribuente

Niente tasse per i presunti conventi che in realtà sono dei Bed & Breakfast di lusso

I giornali hanno documentato nei giorni scorsi quanti conventi a Roma siano in realtà dei Bed & Breakfast di lusso con wi-fi e piscina a sfioro. Il problema non è certo l’esercizio di un’attività commerciali da parte di persone vicine alla Chiesa cattolica, quanto il fatto che gran parte di queste strutture alberghiere non pagano nè l’IMU, né la Tasi. A causa di questo privilegio, negli anni passati, l’Unione Europea giustamente aprì nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione.

Si deve al consigliere comunale dei Radicali italiani Riccardo Magi l’emergere della colossale truffa ai danni dello Stato. Magi ha presentato un dossier pieno di notizie interessanti. Il Messaggero, che ne ha preso visione ha riassunto così: “Stiamo parlando di un piccolo esercito di trecento strutture, le cosiddette case per ferie, gestite da enti ecclesiastici. Ma non immaginatevi camere spartane, pasti serviti a orari fissi e limiti per il rientro serale in camera. Si tratta invece di alberghi veri e propri, con tutte le caratteristiche richieste dal turismo internazionale contemporaneo. Molti delle quali, per inciso, non pagano l’Imu, la Tasi e spesso neanche la tariffa rifiuti. Alcune di queste hanno accumulato debiti con l’amministrazione comunale per centinaia migliaia di euro: una residenza di Prati chiede 150 euro a notte per una camera doppia, ma vanta 105 mila euro di arretrati con il Comune”.

Ovviamente tutte le strutture dichiarano di esercitare attività non commerciali», sottolinea Magi. E ben pochi enti ecclesiastici si rassegnano a pagare le imposte dovute. Risultato: 19 milioni e rotti di contenzioso, con 233 strutture alle quali il Campidoglio ha chiesto gli arretrati. Siamo sicuri che l’anno prossimo in occasione del Giubileo queste strutture non chiedano finanziamenti a fondo perduto per ristrutturare le strutture d’accoglienza?

C’è voluto Papa Francesco, estraneo fortunamente alle logiche italiche, per dire una cosa ovvia: “I conventi servono per motivi religiosi. Se invece si trasformano in alberghi è giusto che paghino le tasse come tutti gli altri”. Ha buon gioco Newsweek a mettere in copertina Papa Bergoglio con un titolo provocatorio: “Papa Francesco è cattolico?”. Lunga vita a Papa Francesco, uno dei grandi innovatori di questo secolo.

Non è banale ricordare che il Governo Renzi – quindi tutti i contribuenti italiani hanno versato un obolo per Roma – con un decreto nell’aprile 2014 ha tappato le falle del bilancio del Comune della Capitale con un anticipo di 570 milioni di euro. Il sindaco di Roma Ignazio Marino non perda tempo e sguinzagli i pigri dipendenti comunali e gli imponga di andare a controllare gli hotel degli enti ecclesiastici e classificarli come imprese a tutto tondo, di modo che possano comunicare all’Agenzia delle Entrate le vere destinazioni d’uso dei locali, così che debbano pagare le imposte come tutti i cristiani.

A cura di Beniamino Piccone
Docente di Sistema Finanziario e Private banker

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