Gli “highlander” del Parlamento, da Casini a Bossi: le poltrone più longeve

Nell'elenco figurano anche due donne e un paio di "insospettabili". Da decenni siedono saldamente tra i banchi di Camera o Senato

Il mese che precede le elezioni politiche in Italia è testimone della “corsa” della macchina elettorale. Slogan, proposte, programmi, interviste e in qualche caso anche colpi sotto la cintura degli avversari: la campagna dei vari partiti inaugura il valzer che dovrebbe orientare gli elettori a scegliere con quale formazione o coalizione far danzare il Paese per la prossima legislatura (ecco tutti i 101 simboli depositati: spunta anche Draghi “fake”).

C’è però chi in Parlamento siede da molto tempo. Parliamo di decenni, al Senato o alla Camera. Sono gli “highlander” della scena politica italiana, che il 25 settembre cercheranno l’ennesima riconferma della loro poltrona, quasi sempre con un seggio blindato. L’uomo dei record è sicuramente Pier Ferdinando Casini, ma ci sono anche i leghisti Umberto Bossi e Roberto Calderoli e la storica esponente di Forza Italia Stefania Prestigiacomo, oltre alla veterana Emma Bonino. Ecco l’elenco delle poltrone più longeve del nostro Parlamento.

Chi siede da più anni in Parlamento

La classifica dei parlamentari più longevi della storia repubblicana italiana è stata stilata da Il Fatto Quotidiano (ma chi governa fino alle elezioni? Ne abbiamo parlato qui).

Pier Ferdinando Casini

In cima alla classifica c’è Casini, autentico “survivor” della politica di casa nostra con 10 legislature e quasi 40 anni di vita parlamentare alle spalle. Il suo ingresso a Montecitorio risale al 12 luglio del 1983, all’età di 27 anni e mezzo. Dall’originaria Democrazia Cristiana Casini ha cambiato varie formazioni e coalizioni politiche (CCD, UDC, eccetera), per arrivare oggi a candidarsi nelle fila del Partito democratico. Durante la nona legislatura per la Repubblica italiana, ai tempi del Governo Craxi, Casini conquista per la prima volta la poltrona nella Camera presieduta da Nilde Iotti, per poi passare al Senato nel 2013. Per l’undicesima legislatura ha scelto il Pd, scatenando non poche rimostranze in quel di Bologna, città in cui corre nel seggio blindato della lista uninominale.

Umberto Bossi

Un gradino sotto Casini, c’è un altro nome immortale della nostra politica: Umberto Bossi. Il Senatùr siede in Parlamento da oltre 31 anni e 8 legislature, passando dall’iniziale veste secessionista alla Lega “a vocazione nazionale” configuratasi negli anni successivi. Per il Carroccio è candidato come capolista alla Camera. Il soprannome dice tutto, anche se in realtà le legislature alla Camera sono diventate più numerose negli anni: era il 2 luglio 1987 quando entrò per la prima volta a Palazzo Madama. Nel 1992 passa a Montecitorio e nel 2004 si dimette per incompatibilità, essendo stato eletto al Parlamento europeo. Nonostante l’ictus e i problemi conseguenti, siede a Bruxelles fino al 2008, quando rientra a Montecitorio. Dieci anni dopo rimette piede in Senato. Durante la sua carriera politica ha inoltre ricoperto la carica di ministro per le Riforme istituzionali e la Devolution (dal 2001 al 2004) e di ministro per le Riforme per il federalismo (dal 2008 al 2011).

Roberto Calderoli

L’ultimo gradino del podio è occupato da un altro leghista: Roberto Calderoli, candidato per il Carroccio come capolista nel collegio Lombardia 3. Il debutto a Montecitorio è datato 23 aprile 1992. Nel 2001 passa a Palazzo Madama, eguagliando il numero del suo “padre politico” Bossi: 8 legislature, ma con qualche mese in meno rispetto al Senatùr (quasi 30 anni). Anche Calderoli ha ricoperto incarichi di Governo, servendo il Paese in qualità di ministro per le Riforme istituzionali e la Devolution (succedendo nel ruolo proprio a Bossi, dal 2004 al 2006) e di ministro per la Semplificazione normativa (dal 2008 al 2011).

Maurizio Gasparri

Al terzo posto a pari merito troviamo un altro nome del centrodestra: Maurizio Gasparri, candidato al Senato nel collegio di Roma. Anche per lui 8 legislature e oltre 30 anni ininterrotti di seggio in Parlamento. Nella Camera dei deputati entra a braccetto con Calderoli, il 23 aprile 1992, tra le fila del Movimento Sociale Italiano. Passato poi ad Alleanza Nazionale, resta a Montecitorio fino al 2008, per poi trasferirsi a Palazzo Madama nelle liste prime de Il Popolo della Libertà e poi di Forza Italia. Esperienza al Governo anche per Gasparri: prima come sottosegretario al Ministero dell’Interno (dal 1994 al 1995) e poi come ministro delle Comunicazioni (dal 2011 al 2005).

Ignazio La Russa

Ancora un nome, ancora un ex aequo coi precedenti, ancora centrodestra: Ignazio La Russa, candidato per il Senato sia all’uninominale in Lombardia sia come capolista al plurinominale nella circoscrizione Lombardia 2. Per lui numeri identici a Calderoli e Gasparri: 8 legislatura, da oltre 30 anni in Parlamento. Dopo la deriva di Alleanza nazionale e del Partito della Libertà, nel 2012 La Russa fonda assieme a Giorgia Meloni e Guido Crosetto il nuovo partito Fratelli d’Italia (dallo stupro alle devianze, i temi cari al partito). Esperienza da ministro anche per lui, a capo della Difesa dal 2008 al 2011.

Stefania Prestigiacomo

Il quinto nome dei veterani del potere legislativo è (finalmente) quello di una donna: Stefania Prestigiacomo, candidata con Forza Italia al Senato (per la prima volta) come capolista al proporzionale in Sicilia orientale. Fedelissima di Silvio Berlusconi, entra alla Camera all’età di 27 anni nel 1994. E non esce più, registrando 7 legislature e 28 anni e mezzo di presenza a Montecitorio. Due cariche ministeriali anche per lei: alle Pari opportunità nel Governo Berlusconi II e III (dal 2001 al 2006) e al Dicastero dell’Ambiente nel Governo Berlusconi IV (dal 2008 al 2011).

Giancarlo Giorgetti

E arriva il momento di un “insospettabile”, almeno per alcuni: Giancarlo Giorgetti, candidato alla Camera con la Lega in Lombardia. Grande consigliere e braccio destro di Matteo Salvini, Giorgetti diventa deputato il 9 maggio 1996: per un totale di 6 legislature e oltre 26 anni di vita parlamentare. Attualmente ricopre la carica di ministro dello Sviluppo economico, oltre a essere stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri durante il primo governo Conte (2018-2019).

Paolo Russo

Forse il vero “insospettabile” è lui, oltre che il meno noto: Paolo Russo, candidato in diversi collegi proporzionali col Terzo Polo di Italia Viva e Azione. Sette legislature e oltre 26 anni da deputato anche per lui, essendo entrato in Parlamento con Forza Italia nel 1996.

Emma Bonino

La seconda donna di questa speciale classifica è forse la più nota di tutte nel panorama politico italiano ed è anche la prima in assoluto a essere stata eletta in Parlamento: Emma Bonino. La sua celebre militanza nei Radicali la porta a varcare le porte di Montecitorio il 5 luglio 1976. In quanto a legislature è seconda solo all’inarrivabile Casini: 9 per lei, due delle quali al Senato, per un totale di 20 anni. Il curriculum istituzionale della Bonino è di tutto rispetto: Commissaria europea per la Politica dei consumatori, la pesca e gli aiuti umanitari (dal 1995 al 1999),  ministro del Commercio internazionale e per le Politiche europee (dal 2006 al 2008) e ministro degli Esteri (dal 2013 al 2014).

Gianfranco Rotondi

A chiudere la top 10 pubblicata da Il Fatto Quotidiano c’è Gianfranco Rotondi, candidato nel collegio uninominale di Avellino a Montecitorio. Complessivamente è in Parlamento per più anni rispetto alla Bonino, ma ha cominciato molto. Rotondi conta 6 legislature e oltre 23 anni, da quando fu eletto alla Camera con il Partito Popolare Italiano nel 1994. Riottiene l’elezione a Montecitorio nel 2001 e mantiene la poltrona, registrando una “fugace” esperienza in Senato durante la XV legislatura.