Green pass, gli effetti su turismo e prenotazioni: la denuncia degli operatori del turismo

Green pass, la protesta del settore turismo. ASTOI: "Gravissimi ritardi e disorientamento"

Le informazioni spesso frammentarie (e in continua evoluzione) relative all’utilizzo del Green pass in Italia e all’estero hanno mandato in confusione non pochi viaggiatori nell’ultimo periodo. E adesso, con l’estensione della certificazione verde Covid anche ad altri settori ed eventi (come teatri, cinema, discoteche etc.), i dubbi sono ancora tanti.

ASTOI, l’associazione dei tour operator di Confindustria Viaggi, ha provato allora a fare un bilancio sulla situazione attuale e le prospettive future, e purtroppo lo scenario non si è rivelato per nulla rincuorante.

Tour operator contro il Green pass, la denuncia di ASTOI: “Gravissimi ritardi e disorientamento”

“Direttive istituzionali confuse e contraddittorie e notizie allarmistiche e fuori controllo hanno indotto nella popolazione scoraggiamento e disorientamento”, si legge in un comunicato stampa rilasciato da ASTOI Confindustria Viaggi.

Secondo l’associazione dei tour operator, infatti, “dopo soli 20 giorni dal lancio, il certificato, che doveva facilitare la circolazione nel continente europeo, ideato per dare unicità e omogeneità di regole e direttive su spostamenti e comportamenti dei cittadini europei, si sta trasformando da strumento efficace a operazione fallimentare in quanto molti Paesi dell’area Schengen adottano protocolli non univoci, diversi fra loro, generando incertezza fra i viaggiatori”.

Inoltre, l’allerta della Farnesina, che ha messo in guardia i viaggiatori sui rischi degli spostamenti all’estero, a seguito dell’aumento dei casi di contagi da varianti Covid in alcuni Paesi, ha “rimesso tutto in discussione”.

Questo, sommato a quelli che sono stati definiti “gravissimi ritardi” nell’erogazione dei sostegni destinati ai lavoratori del settore turismo, sta contribuendo a rendere la ripresa post lockdown sempre più difficile. Se è vero quindi che, grazie al Digital Green Pass inizialmente erano aumentate le richieste di prenotazioni, in particolare verso l’Italia (ma anche verso alcuni Paesi Europei come Spagna, Grecia e Nord Europa), oggi le previsioni non sono delle migliori.

Green pass, cosa chiede il settore turismo

I Tour Operator, ha comunicato ASTOI, hanno già sospeso le programmazioni verso mete extra Schengen che rappresentano il cuore del loro business, ma con l’ampliamento della campagna vaccinale sperava – di contro – di poter contare su una ripartenza diversa. Con il “blocco perdurante, l’inasprimento delle regole in ambito europeo e l’arrivo delle cancellazioni il comparto è al collasso e le prospettive per i prossimi mesi non possono che essere fortemente preoccupanti”, fa sapere Confindustria Viaggi.

Come se non bastasse, per gli operatori del turismo nulla è stato stanziato per la seconda parte del 2020 e per il 2021, anno che – come si legge nella nota – “si rivelerà ancora più tragico di quello precedente con ricadute pesantissime su aziende e occupazione”.

Per questo motivo, è stato spiegato, “sarebbe auspicabile superare il solo conteggio nominale dei casi Covid – che sono per lo più diffusi tra la popolazione più giovane che non sviluppa sintomi gravi – e riferirsi solo ai ricoveri, che continuano ad essere estremamente contenuti. L’obiettivo della campagna vaccinale in Italia e in Europa era proprio quello di proteggere subito le persone più fragili e rendere il virus meno nocivo e letale. Ecco perché non ha senso bloccare tutte le attività in nome delle varianti“.

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