Governo tra crisi e retroscena: Mattarella “stoppa” Renzi, l’indiscrezione

Secondo alcuni rumors di stampa, il Colle avrebbe chiesto al leader di IV di congelare le dimissioni delle 2 Ministre, già pronte da tempo

Se non è la crisi più pazza del mondo, poco ci manca. Il Governo cammina su un filo e Matteo Renzi, da circa un mese, continua ad agitare tra le mani le forbici per tagliarlo.  Finora però non lo ha ancora fatto tanto che in molti hanno parlato di bluff da parte del leader di IV che ha acceso la miccia delle tensioni ormai da giorni, mentre il Presidente del Consiglio Conte  – forte del sostegno di PD e M5s – prova (non senza difficoltà) a resistere.

L’ultima bordata, in ordine cronologico, era arrivata venerdì, poco prima della riunione del Presidente del Consiglio con i capi delegazione sul Recovery Plan, dalla Ministra Bellanova che di certo non ha usato metafore: “Il Premier Conte dovrebbe prendere atto che questa esperienza è al capolinea e dire se siamo in grado tutti di ripartire”, ha detto il Ministro delle Politiche agricole aggiungendo che “il tempo è finito: ora servono risposte”. “Sono mesi che chiediamo un accordo programmatico. Ora serve un nuovo patto di governo”.

Parole che sembravano mettere definitivamente ko il Conte Bis. Ma si sa, la partita si gioca anche e soprattutto sul campo dialettico.
La tensione resta altissima, anche in scia al fatto che il vertice di maggioranza di venerdì sera è apparso quanto mai burrascoso, in un pericoloso crescendo di accuse e repliche al vetriolo.

Tanto che, secondo quanto ricostruito da La Stampa, sarebbe intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che  avrebbe contattato Matteo Renzi per chiedergli di congelare le dimissioni già pronte (e annunciate più volte) delle ministre di Italia Viva Teresa Bellanova ed Elena Bonetti.

Fermare tutto “Per almeno una intera settimana”. Questa la richiesta del Colle, stando a quanto riporta il quotidiano torinese con l’obiettivo “di mettere in sicurezza il Recovery Plan, vera priorità del Paese”. Le dimissioni obbligate di Conte, invece, bloccherebbero di fatto il Parlamento.

L’epilogo della crisi è tuttora una incognita. Tra le ipotesi che restano in campo un rimpasto, strada indubbiamente più agevole in una fase così delicata per il Paese, o un Conte Ter, ovvero l’apertura di una vera e propria crisi parlamentare, con l’assegnazione di un nuovo incarico dal Quirinale, il giuramento e la fiducia delle Camere. Ma è proprio questa strada, decisamente più pericolosa e dai tempi più lunghi. che si cerca di evitare in un momento in cui il Paese è alle prese con una seconda ondata della pandemia che ha, purtroppo, ripreso forza con la curva dei contagi che non ne vuole sapere di piegarsi.

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