Governo, Siri non è più sottosegretario. Esulta Di Maio: “Vittoria degli italiani onesti”

"Ci sarà un decreto per la revoca di Armando Siri. Dal Cdm, dopo una discussione franca e non banale, c'è stata piena fiducia sul mio operato e il governo ha preso la decisione più giusta", ha detto il Premier

Sul caso Siri passa la linea del Premier Conte (e dei CinqueStelle) che giorni fa in conferenza stampa aveva annunciato che in Consiglio dei Ministri avrebbe chiesto la revoca della nomina del leghista.

Detto, fatto. 

Armando Siri, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, indagato per corruzione, dunque è ufficialmente fuori dal governo. La conferma arriva al termine del Cdm durato oltre due ore, nel corso del quale il Presidente del Consiglio ha illustrato punto per punto motivi e opportunità che lo hanno spinto a proporre la revoca dell’incarico di sottosegretario ad Armando Siri.

 

A sostenere la posizione della Lega al tavolo della riunione il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, che già nei giorni scorsi si era spesa per la linea contraria alle dimissioni.

 

Secondo quanto si apprende da fonti di governo, non c’è stata alcun voto nella riunione. Da tutti i ministri è stata espressa fiducia nel capo del governo.  Un epilogo annunciato poichè in caso contrario si sarebbe andati allo scontro frontale, a pochi giorni dall’appuntamento con le Elezioni Europee, uno scenario che in questo momento non fa comodo a nessuno.

 

“Ci sarà un decreto per la revoca di Armando Siri. Dal Cdm, dopo una discussione franca e non banale, c’è stata piena fiducia sul mio operato e il governo ha preso la decisione più giusta”. Così il Premier Giuseppe Conte arrivando alla Sinagoga.

 

ESULTA DI MAIO: “VITTORIA DEGLI ITALIANI ONESTI” – Tra quanti si erano battuti per l’allontanamento di Siri, c’è Luigi Di Maio: “Mi fa piacere non si sia andati alla conta, il nostro obiettivo non era avare una superiorità numerica né morale. Non è una vittoria del M5s ma degli italiani onesti. Non c’è principio di colpevolezza, valuteremo sempre caso per caso come forza politica, ma ci vuole precauzione come istituzioni, perché teniamo alla credibilità di questo governo, non potevamo chiudere un occhio”. 

 

Quella che c’è stata oggi in consiglio dei ministri “è stata una discussione civile e pacata. La Lega ribadisce fiducia nel premier ma anche la convinta difesa del sottosegretario Armando Siri, innocente fino a prova contraria come tutti i 60 milioni di Italiani”, fanno sapere fonti della Lega.

 

E ancora. “Basta coi litigi e con le polemiche, ci sono tantissime cose da fare: flat tax per famiglie, imprese e lavoratori dipendenti, autonomia, riforma della giustizia, apertura dei cantieri, sviluppo e infrastrutture: basta chiacchiere, basta coi no e i rinvii”.

 

Nessuna crisi. Almeno per ora.

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