Governo senza pace: scontro su autonomia e grandi opere. Salvini: “Basta no o avanti soli”

L'ultimatum del leghista ai Cinquestelle: " Siamo al governo per fare le cose importanti. Se non riusciamo andremo avanti da soli, ma non ci fermiamo. Abbiamo aspettato anche troppo"

La dinamica è la medesima ormai da mesi: prima scoppia la polemica, subito dopo scricchiola la tenuta del Governo sotto il fuoco di fila delle dichiarazioni al veleno tra Lega e CinqueStelle che se le danno di santa ragione e alla fine la crisi, per un soffio, rientra.

Una settimana, quella che si è appena aperta, che potrebbe essere decisiva per le sorti dell’esecutivo con il dossier sulle Autonomie, sul quale la pressione del Nord su Salvini è fortissima, che potrebbe portare stavolta al ribaltone tante volte evocato ma mai messo in atto. Finora.

VERBA MANENT – Uno scontro, tra i governatori leghisti di Veneto e Lombardia e il Premier Conte, che procede a suon di lettere. In una lettera pubblicata sul Corsera il premier dice “basta con gli insulti”, rivendicando il lavoro fatto e assicurando che incontrerà i governatori.

“Vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai”, scrivono i presidenti di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia. Entrambi scandiscono a chiare lettere che non firmeranno l’intesa sull’autonomia “se si continua con una farsa. Noi – si legge nella lettera rivolta al Presidente del Consiglio – restiamo aperti al dialogo con Lei, Presidente Conte, e pronti a cambiare opinione se il testo delle intese sarà capace di rispondere alle esigenze della vita vera che abbiamo provato a descrivere. Ma – sottolineano – se si continua con una farsa, come accaduto finora, è evidente che non firmeremo nulla”.

“Nessuno vuole aggredire l’unità nazionale, nessuno vuole secessioni”, concludono.

Lettera della quale Conte, spiegano a Palazzo Chigi, prende atto registrando positivamente un cambio di toni che prelude ad una corretta interlocuzione istituzionale.

L’ULTIMATUM DI SALVINI – Asticella della tensione, dunque, ai massimi livelli.  Anche perché in queste ore è arrivato anche l’ultimatum della Lega ai colleghi di Governo pentastellati: “Siamo al governo solo e soltanto per fare le cose importanti. Se non riusciamo andremo avanti da soli, ma non ci fermiamo. Abbiamo aspettato anche troppo”, ha detto il Vicepremier aggiungendo una stoccatina al veleno: Chi in Europa sta con il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel, in Italia non può stare con la Lega”.

DI MAIO? COERENTE E GRAN LAVORATORE MA…”  Il ministro dell’Interno ha comunque sottolineato di ritenere l’alleato di governo Luigi Di Maio coerente e gran lavoratore. Però devo dire che negli ultimi mesi qualcosa è cambiato. Non mi spaventano le offese alla mia persona ma mi spaventano i continui no”.

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