Governo: scontro totale Salvini-Di Maio su Siri e Flat Tax

Conte pronto a sollevare Siri dall'incarico in Cdm. Resa dei conti in Cdm

Il caso Siri è giunto al giorno della verità: a meno che il sottosegretario non decida di dimettersi prima, il premier Conte proporrà la revoca.

Un caso che potrebbe chiudersi non senza strascichi. “La Lega ha deciso di proteggere Siri inspiegabilmente e domani (oggi, ndr) va in consiglio dei ministri, hanno voluto intraprendere la strada della vecchia politica che protegge sempre i suoi politici”, ha detto in chiusura di giornata il vicepremier Di Maio intervistato a Cartabianca, su Rai 3. “Il comportamento politico va censurato senza aspettare le sentenze”, ha poi aggiunto ribadendo: “Siri può tornare a fare il senatore”. “Si assumeranno responsabilità di votare per salvare un sottosegretario, Siri decadrà da sottosegretario, noi abbiamo la maggioranza in cdm, nove a sei”, ha detto ancora una volta il capo politico dei 5 Stelle dicendosi dispiaciuto che il leader del Carroccio abbia “preso in modo personale questa cosa di Siri, non la prenda sul personale”.

Dal canto suo, nonostante tutto, Salvini si è messo in attesa: “Vedremo se i Cinque Stelle votano per le dimissioni di un segretario senza alcuna prova, se ne prenderanno la responsabilità e andiamo avanti”. Assicurando allo stesso tempo che “se votano noi votiamo contro e poi continuiamo a fare i ministri, si va avanti fino a fine mandato”. Ma sulla questione, ancora una volta, Di Maio ha ribadito come “grazie a questi rompiscatole che hanno la maggioranza assoluta in Cdm, eviteremo a questo governo di fare come tutti i precedenti, cioè di tenersi esponenti politici che hanno portato avanti condotte non tollerabili”. E poi ha lanciato un appello alla Lega, “chiedendo di far dimettere Armando Siri e non arrivare alla conta in Cdm”.

Rischio rottura
Secondo fonti pentastellate il punto è che “la Lega cerca pretesti per rompere”. “Dovete chiedere alla Lega se vuole aprire una crisi di governo sulla vicenda Siri”, ha detto Di Maio, in conferenza stampa a Montecitorio, assicurando a più riprese che il M5S non vuole aprirne nessuna. Ma Salvini non la pensa così e rispondendo a chi gli chiede se c’è una spaccatura con i 5 stelle per Siri, replica: “Mi sembra evidente, non solo su questo, su tav, su autonomia, c’è diversità di vedute”.

Rilancio Flat tax
E così, a poche ore dal Cdm, rimette in ballo la flat tax “già domani (oggi ndr) al Consiglio dei ministri”, ha sottolineato affermando che “prima si fa e meglio è. E’ chiaro che bisognerà stringere i denti all’inizio, ma nel medio lungo periodo i risultati si sentono, anche in termini di lotta all’evasione. Chiunque voglia combatterla non lo fa soltanto con le manette ma lo fa anche abbassando le tasse”. Ovviamente a stretto giro è arrivata la risposta del M5S: “Ennesima farsa sulla flat tax – dichiarano fonti di governo grilline all’AdnKronos – Cosa porta Salvini in Cdm? Non può portare un decreto senza che il Quirinale ne sappia nulla”. E inoltre, “mancano totalmente le coperture. Quindi è propaganda becera sulle speranze dei cittadini che aspettano la riduzione delle tasse”, l’affondo dei 5 Stelle. “Salvini vuole portare la flat tax in Consiglio dei ministri? Non vedo l’ora, sono prontissimo a votarla, se ci portano pure le coperture”, ha detto dal canto suo Di Maio. “Io domani (oggi, ndr) porto il salario minimo, così abbassiamo le tasse e alziamo gli stipendi, che gli italiani sono contentissimi”, ha aggiunto.

In collaborazione con Adnkronos

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