Governo salvo, ora PD detta l’agenda: “Misure per riaccendere economia”

Salvini fallisce la spallata e l'affermazione di Bonaccini tranquillizza l'esecutivo: si allontana il fantasma delle elezioni anticipate ma preoccupa il crollo del M5S mentre il Pd è pronto a rivendicare la sua posizione di forza 

Nei giorni che hanno preceduto le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, sono stati in tanti ad interrogarsi sui possibili scenari che si sarebbero aperti subito dopo il voto, con inevitabili ripercussioni sulla tenuta del Governo. Una vittoria del centrodestra, infatti, secondo molti avrebbe finito per dare il colpo del ko a una maggioranza non solidissima, aprendo la strada alle elezioni anticipate. Mercati, dunque, alla finestra.

Salvini fallisce la spallata sulla linea del Reno

La spallata promessa e annunciata quotidianamente dall’ex ministro dell’Interno non è arrivata. Del resto, era stato lo stesso Matteo Salvini a trasformare il test elettorale regionale in un banco di prova l’esecutivo. Ed ecco che la netta affermazione di Stefano Bonaccini, candidato del centrosinistra in Emilia Romagna, ha fatto sprofondare lo spread tra Btp e Bund che ieri mattina, subito dopo i risultati, è crollato a 141,8 punti base, sottolineando in pieno il sentiment dei mercati, che hanno festeggiato il mantenimento dello status quo.

Niente crisi?

Boccata d’ossigeno per l’esecutivo che però deve fare i conti con un altro segnale che arriva piuttosto forte e chiaro dalla tornata elettorale: il tracollo del M5s che continua a perdere consensi. In Emilia Romagna Simone Benini ha veleggiato attorno 3 per cento. In Calabria, il candidato Francesco Aiello raccoglie circa il 7 per cento. La marcia trionfale dei grillini che fino a poco tempo fa viaggiavano su numeri record si sta trasformando in un requiem sempre più preoccupante, mentre sullo sfondo tengono ancora banco le dimissioni da capo politico di Luigi Di Maio e tutto quel che ne consegue.

E se la sconfitta dei pentastellati era annunciata, sono i numeri a preoccupare. Il ko pentastellato rischia, infatti, di cambiare anche gli equilibri all’interno del governo, con il Pd che si trova in una posizione di forza sempre maggiore su cui far leva nell’ottica di avanzare richieste, mettendo in minoranza l’alleato di Governo. “Il primo tema ora è mettere in campo tutte le azioni per riaccendere l’economia, far ripartire l’Italia. Dall’Emilia Romagna è arrivato un segnale: Salvini sa raccontare i problemi ma non li sa risolvere e il popolo ha reagito”, ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ai cronisti al Nazareno.

L’affondo di Giuseppe Conte

Il Premier Conte, che ha atteso i risultati definitivi prima di lanciare l’affondo nei confronti dell’ormai ex amico Salvini (“sconfitto l’uomo degli slogan”, ha commentato) sarà chiamato nell’impresa non facile di riequilibrare i pesi all’interno della maggioranza con i DEM pronti a rivendicare il loro ruolo con inevitabili conseguenze sull’agenda di Governo.  Su tutte la riforma della Giustizia con il ministro Alfonso Bonafede che non potrà più fare muro e dovrà, gioco forza, accettare le proposte del Pd. Il secondo punto dell’agenda targata Nazareno, la rimodulazione del reddito di cittadinanza.

C’è poi il capitolo investimenti pubblici nelle infrastrutture con il totale superamento della logica No-Tav, tipica dei grillini. Sul piatto anche una revisione significativa dei Decreti Sicurezza.

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