Governo, Renzi punzecchia ancora: “Straordinario Draghi, valeva la pena aprire crisi”

Intanto, il MES è sparito dai radar ma per il leader di IV la questione sembra ormai derubricata

Da MES a ogni costo a MES “condizione non imprescindibile” il passo è stato decisamente breve. Giusto il tempo del passaggio di consegne tra l’ormai ex Premier Conte e il nuovo Mario Draghi, oggi in Senato per chiedere la fiducia. Un discorso programmatico, quello pronunciato dall’ex numero uno BCE, lungo e complesso, articolato su più capitoli, al centro ovviamente lotta alla pandemia ma anche riforme. Giovani e donne al centro dell’azione di rilancio, ma anche tutela dell’ambiente. 

Un discorso che incassa subito la benedizione del leader di Italia Viva Renzi che pubblica una foto su Facebook che lo ritrae sulla strada di Palazzo Madama: “Oggi in Senato per votare la fiducia al Governo Draghi. A chi ancora oggi si domanda: ma aveva senso aprire la crisi? Rispondo semplicemente di leggere il discorso del nuovo Premier. E direte insieme a noi: sì, ne valeva la pena”.

“Lo avete sentito? Draghi ha dato una visione”, ha detto ancora parlando ai cronisti. Un discorso per un programma di due anni? “Anche più lungo”, ha precisato.

Insomma, sembra proprio che il senatore di Rignano sull’Arno sia a dir poco soddisfatto dell’operazione politica messa in piedi per sostituire il Governo giallorosso cui è subentrata la maxi maggioranza allargata che va da LEU alla Lega.

Così, anche il MES è uscito dai radar a tempo record. C’è da dire che da quando Draghi ha ricevuto l’incarico da Sergio Mattarella, lo spread Btp/Bund è sceso sotto la quota (anche psicologica) dei 100 punti base. Un fatto non trascurabile: visto che sempre di finanziamento si parla, adesso le condizioni poste dai mercati per prestare denaro all’Italia sono così favorevoli da rendere quasi più conveniente chiedere soldi ai medesimi piuttosto che  al Fondo Salva Stati. 

“Bene il presidente Draghi – scrive intanto Zingaretti su Twitter -. Dalle sue parole una conferma: l’Italia è in buone mani. Il Pd farà la sua parte in questa sfida”. E conclude con l’hashtag #fiducia

“Più salute e meno tasse, più rimpatri e meno burocrazia, più cantieri e meno sprechi, responsabilità e rispetto nei confronti delle future generazioni, orgoglio di essere italiani”, il commento del leader della Lega Matteo Salvini che parla di “Ottimo punto di partenza, nel nome di efficienza, trasparenza e cambiamento. La Lega c’è!”

Si sfila dal coro di elogi, Giorgia Meloni: “Dopo aver ascoltato da Draghi un intervento di generica visione politica, che evita però di calarsi nelle scelte concrete da effettuare confermiamo il nostro no a questo Governo. Non si può chiedere agli italiani un supplemento di fiducia al buio”, dice invece la leader di Fratelli d’Italia.

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