Governo alla Fase 2: test rapidi per individuare gli immuni e ripartire

Ma Borrelli allunga la Fase 1: "Italiani a casa il primo maggio" 

Che sarebbe stata una battaglia lunga e difficile è chiaro, ormai, da un bel pezzo. Almeno da quando, giorno dopo giorno, i numeri hanno iniziato a smentire le iniziali valutazioni, troppo ottimistiche.

Archiviate le opinioni di quanti ritenevano covid-19 poco più di un’influenza, spazio ad analisi decisamente più allarmanti, confermate purtroppo dai numeri. Al via, dunque, la fase 1 fatta di restrizioni e lockdown per contenere la pandemia, specie al Nord, evitando al contempo che rompesse gli argini nel Centro e al Sud. Da un po’ di giorni, intanto, è iniziato il tam tam sulla possibile riapertura che dovrà essere assolutamente graduale e nel rispetto di alcuni precisi schemi, basati anzitutto sul distanziamento sociale.

BORRELLI: A CASA IL PRIMO MAGGIO – Lo ha chiarito il Presidente del Consiglio Conte quando lunedì scorso si è presentato ancora una volta in conferenza stampa per ufficializzare la proroga delle restrizioni al 13 aprile. Dunque, niente Pasqua e Pasquetta. E poi? A spegnere i facili entusiasmi di qualcuno ci ha pensato oggi il capo della Protezione Civile Borrelli. Anche il 1 maggio lo passeremo chiusi in casa? “Credo proprio di sì, non credo che passerà questa situazione per quella data. Dovremo stare in casa per molte settimane”. Lo ha detto senza troppi giri di parole,  ribadendo la necessità di avere “comportamenti rigorosissimi”. Il Coronavirus, ha aggiunto, “cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze” per diverso tempo.

GOVERNO PREPARA FASE 2  – Restare a casa per permettere al Governo di impostare la “Fase 2″, cioè un primo allentamento delle restrizioni, vincolato all’ok del Comitato scientifico. “Mi spiace che queste nuove misure capitino in un momento particolare, una solenne festività, la Pasqua. Saremo purtroppo costretti ad affrontare anche questi giorni di festività con questo regime”. “Questo – aveva precisato Conte- ci consentirà di iniziare a valutare sempre con le raccomandazioni del comitato scientifico una prospettiva. Nel momento in cui i dati dovessero consolidarsi e gli esperti ce lo consentiranno inizieremo a programmare una fase due, quella della riapertura graduale dell’Italia e quindi della “convivenza” con il virus che  potrebbe passare per un test di massa per scoprire chi si è già immunizzato perché ha già avuto il Covid 19, magari senza accorgersene.

TEST PER INDIVIDUARE IMMUNI – Al momento, niente più di una ipotesi, tra le tante alle quali il Governo sta lavorando in attesa che i tecnici del Comitato scientifico possano validare i test sierologici, alcuni dei quali troppo lontani dai necessari standard di affidabilità. Come anticipa il Sole24Ore, si tratta di esami rapidi del sangue che identificano la presenza di anticorpi al virus e quindi se il contagio è già avvenuto con la conseguente immunizzazione. Dati cruciali se si vuole ripartire, visto che “è illusorio pensare a un mondo senza positivi tra un mese”, come ha sottolineato il Ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia.

Insomma, in attesa di ulteriori sviluppi sulla fase 2 – tutta da definire – non resta che osservare con rigore le restrizioni previste dalla fase 1, sperando che arrivi presto la fase 3, “quella dell’uscita dall’emergenza, della ripresa della normalità e della ricostruzione”, come Conte l’ha definita. 

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