Governo, Meloni pronta a smarcarsi da Berlusconi: ecco come

Il test elettorale rafforza la leadership del Presidente del Consiglio che detta la linea: "avanti senza strappi". Ma per farlo deve guardarsi dalle gaffe del Cavaliere e dal ritrovato entusiasmo di Matteo Salvini

Archiviato il successo alle regionali con il centrodestra che conferma la Lombardia con Attilio Fontana in quota Lega e strappa – come da pronostico – il Lazio al Pd dove toccherà a Francesco Rocca raccogliere il testimone di Zingaretti, nella maggioranza è tempo di bilanci e, soprattutto, di ridefinire ancora una volta il perimetro.

Governo supera test

Il dato politicamente interessante è anche che gli alleati tengono – nel caso della Lega addirittura più dei pronostici della vigilia, soprattutto in Lombardia. Anche per questi, sono in tanti a scommettere che si ripartirà con i piccoli screzi che rischiano di rendere accidentata la strada del governo. Da qui la necessità per Palazzo Chigi , si ragiona in ambienti della coalizione, di procedere senza “strappi” visto che a impensierire la premier sono più i partiti che la sostengono che le opposizioni. In particolare, dalle incursioni di Silvio Berlusconi attorno al quale la Premier Meloni vorrebbe “costruire un cordone sanitario” che non ha alcuna intenzione di tollerare parole come quelle pronunciate dal Cavaliere su Volodymyr Zelensky, chiaramente pro-Putin.

Ma Berlusconi inguaia Meloni

Dichiarazioni quelle rilasciate poche ore fa dal Cavaliere ( “Bastava che cessasse di attaccare le due repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe accaduto. Quindi giudico, molto, molto negativamente il comportamento di questo signore”, ha detto riferendosi a Zelensky) che hanno creato non poco imbarazzo tra Roma e Kiev.

È quanto ricostruisce la Repubblica spiegando che il piano del Presidente del Consiglio viaggia su un doppio binario: da un lato emarginare i falchi di Arcore, dall’altro premiare il Ministro degli Esteri Antonio Tajani che dovrebbe convincere dolcemente l’anziano fondatore a sfilarsi dalla mischia. Insomma, bastone e carota.

Ruby ter, la mossa

E proprio in quest’ottica, nella serata di ieri è arrivata una mossa che decisamente bene si inserisce nella strategia con Palazzo Chigi che ha chiesto ufficialmente all’avvocatura dello Stato di revocare la costituzione di parte civile nel processo ‘Ruby ter’ a carico, fra gli altri, proprio di un certo Silvio Berlusconi.

Meloni che dovrà vedersela anche con l’altro alleato scomodo, Matteo Salvini uscito decisamente rinvigorito dal voto delle Regionali. Il Vicepremier e leader della Lega ovviamente non ha perso occasione per sottolineare il successo e ha parlato di ‘bellissimo risultato, dedicato a chi diceva Lega morta”.

Mina Salvini

“Si vince sempre insieme, mai da soli“, ha detto Salvini parlando a TeleLombardia dopo aver ribadito l’ottimo clima con gli alleati “Giorgia e Silvio” e ringraziando “Attilio Fontana”. “Certo, mi spiace perché tanta gente non ha votato”, ha concluso.