Governo, M5S strappa e Draghi sale al Colle. E’ crisi?

Via libera della Camera al Dl Aiuti ma la mossa pentastellata agita (non poco) la maggioranza: ecco perchè

Uno strappo annunciato, ma pur sempre uno strappo: nella giornata di ieri via libera della Camera al dl Aiuti (266 voti a favore e 47 contrari) ma il preoccupante dato politico di giornata è la rottura del Movimento Cinque Stelle, come aveva annunciato in Aula dal capogruppo Davide Crippa.

Dl Aiuti, M5s strappa

Adesso riflettori puntati sul Senato dove – a differenza di Montecitorio – voto sulla fiducia e sul provvedimento sono unificati, con i pentastellati che valutano concretamente di fare il bis, mettendo a verbale il loro “non voto”. 

Subito dopo la decisione del Movimento, il Premier Mario Draghi è salito al Colle per un colloquio con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durato poco meno di un’ora per un’analisi della situazione politica. Nessuna dichiarazione ufficiale ma quel che è certo è che il Premier non ha nessuna intenzione di andare avanti così. Conte, intanto, è stretto nella morsa: sa che lasciare significherebbe rinunciare al  “campo largo” con il Pd, ma la base del Movimento spinge per l’appoggio esterno. 

E Draghi sale al Colle

Sale dunque l’asticella della tensione nella maggioranza con Silvio Berlusconi che già nelle scorse ore, in un video, aveva invocato una verifica di maggioranza chiedendo al Presidente del Consiglio di “sottrarsi a questa logica ricattatoria” . “Se il Movimento Cinque Stelle se ne va, a maggior ragione è un tema da affrontare tutti insieme con il presidente del Consiglio”, dice il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nel corso di un punto stampa a Milano. “È chiaro – aggiunge – che se non c’è più il Movimento, per me si può andare avanti anche senza, ma bisogna vedere se ci sono la volontà e i numeri, e su che cosa. Qui c’è da non perdere i soldi europei, il Pnrr, da fare la legge di bilancio, poi forse qualcuno vuole fare la legge elettorale”.

Crisi a un passo?

Intanto, toni tutt’altro che distensivi anche quelli usati dal segretario della Lega Matteo Salvini, in disaccordo su alcuni provvedimenti come ius scholae e cannabis: “D’ora in avanti noi voteremo solo e soltanto quello che serve all’Italia e agli italiani,il resto lo lasciamo votare a Pd e M5S. Se questo coincide col governo bene, se no è un problema del governo, mica un problema mio”.

Tradotto: la maggioranza somiglia sempre di più ad una bomba ad orologeria pronta ad esplodere da un momento all’altro e tutti gli scenari ancora aperti. Incluso quello di una crisi estiva.