Governo, “lodo Meloni”: l’escamotage per escludere Salvini

Si complica sempre di più la corsa del leader del Carroccio al Viminale bis: ecco perchè

Nessuno potrà fare il ministro nel suo governo se già lo ha fatto in precedenza nello stesso ministero. Sarebbe questo l’escamotage al quale si starebbe lavorando e che di fatto consentirebbe alla Meloni di stoppare definitivamente la corsa di Matteo Salvini al Viminale. 

Governo, “lodo Meloni”

E’ quanto ricostruisce oggi il Corriere della Sera spiegando che se anche l’idea potrebbe non essere arrivata direttamente dalla leader in pectore, lei – al lavoro ormai da giorni sulla squadra di Governo – ci starebbe pensando seriamente. Non dovrebbero mancare i cosiddetti “tecnici”, 4-5 che con grande probabilità andranno ad occupare le caselle più delicate dello scacchiere, ossia i ministeri economici, ma non solo.

Da far suo, Giorgia Meloni e i suoi più stretti collaboratori scelgono la via del silenzio, invitando tutti a non lasciare correre troppo la fantasia nel gioco del toto-ministri.

L’escamotage per escludere Salvini

La vera emergenza per il prossimo primo ministro, infatti, è la crisi energetica. Per cui nella serata di ieri, dopo una giornata di incontri tecnici dedicati al dossier energia, ha voluto sottolineare che il suo dovere è di non perdere tempo: “vediamo di capire quando sono le consultazioni, bisogna cercare di fare presto, ci sono troppe scadenze importanti”, ha detto ai cronisti lasciando Montecitorio. Ma non solo.

“Leggo cose surreali che poi dovrei commentare” dice prima di chiudersi negli uffici del gruppo a occuparsi dei dossier economici. Fazzolari – ( di cui Meloni si fida ciecamente e che molti vedono in pole come sottosegretario alla presidenza), non entra nel merito del “borsino” dei ministri minimizzando le tensioni con gli alleati

“Non c’è polemica sui tecnici” e neanche sul presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Fa fede, assicura, il programma condiviso dal centrodestra che prevede, almeno per ora l’opzione minimal della flat tax incrementale e dell’aumento a 100mila euro della soglia per gli autonomi. Eppure, la strada che il Governo che verrà sembra già tutta in salita.

La mossa del leader leghista

Intanto, il leader della Lega fa la sua mossa riunendo il consiglio federale a Roma. Se davvero non dovesse definitivamente sfumare il ritorno al ministero dell’Interno, cui guarda anche Tajani in alternativa agli Esteri – vorrebbe almeno la vicepresidenza del Consiglio. Che riaprirebbe all’ipotesi della prima ora di due vice.