Governo Lega-5Stelle, ecco cosa accadrà dopo le Europee. I due scenari

Dopo il voto del 26 maggio possono aprirsi due scenari opposti. Fondamentali le asticelle al 20% per il M5s e al 30% per la Lega

Per gli osservatori è chiaro già da tempo: il ‘tagliando’ al governo gialloverde andrà fatto dopo il voto di domenica 26 per le elezioni Europee, voto che nelle ultime settimane ha polarizzato oltremodo la campagna elettorale dei due soggetti. Come noto si vota col proporzionale e ognuno fa gara a sé, e recentemente Lega e Movimento 5 Stelle si sono rivolti ai propri elettorati finendo per fare governo e opposizione insieme. Da lunedì si capirà se tutto rientrerà nella norma o se le polemiche di queste settimane avranno lasciato segni indelebili sul rapporto Salvini-Di Maio.

Ma soprattutto andranno tenuti d’occhio inumeri, perché saranno i numeri a definire i prossimi passaggi e quindi la prosecuzione dell’accordo di governo o un deciso cambio di paradigma. Con la Lega sopra il 30%, Salvini potrebbe decidere di staccare la spina, mettere fine al rapporto coi grillini ed aprire ad un governo di destra con Giorgia Meloni (e possibilmente senza Berlusconi), previe elezioni in ottobre se il Quirinale sarà dell’opinione. Allo stesso modo, con un M5s che scendesse sotto il 20%, si aprirebbe di fatto il processo al capo politico Di Maio e si accentuerebbero probasbilmente gli ‘assalti alla diligenza’ anche nei confronti di Conte, come si è intuito nelle ultime ore dalle uscite di Giorgetti.

Se al contrario le due asticelle del 20% e del 30% restassero a debita distanza, si resterebbe sullo spartito attuale, che poi è lo scenario dato come più probabile. Se la forchetta tra i due non sarà enorme mancheranno le condizioni per far saltare il banco, Salvini e Di Maio dovranno fare buon viso a cattivo gioco e portare avanti il matrimonio. E del resto in ambienti leghisti già ora si derubricano le risse verbali degli ultimi giorni come l’ultima coda della campagna elettorale, con la certezza che i toni rientreranno dopo il voto. Il riavvicinamento delle ultime ore, con Salvini che smorza le accuse rivolte a Conte da Giorgetti, conferma l’intenzione di non rompere. Il mantenimento della compagine governativa verrà spiegato con la retorica della responsabilità, dell’unico governo possibile con i numeri in Parlamento, del contratto di governo. E anche sul fronte penstastellato c’è la volontà di smorzare i toni, con Di Maio che lunedì ha ribadito: “Questo governo andrà avanti per altri quattro anni. La Lega tornerà a essere meno scontrosa dopo il 26 maggio”.

Non va tuttavia scartata un’ipotesi intermedia: cioè coi 5Stelle che restano sopra il 20% e la Lega che non sfonda oltre il 30%, ma con i rapporti di forza ribaltati rispetto ai numeri in Parlamento. E a quel punto è probabile che il governo regga, ma che le priorità passino in mano a Salvini. Con Di Maio cui resterebbe il cerino in mano se volesse a quel punto rompere.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Governo Lega-5Stelle, ecco cosa accadrà dopo le Europee. I due s...