Governo: incognita Recovery, nodo MES e spettro rimpasto 

Il Presidente del Consiglio fa quadrato ma è già partito il Toto-Ministri: chi rischia la poltrona? 

Rimpasto o non rimpasto? Questo è il dilemma  shakespeariano che agita i sonni – già turbolenti – del Presidente del Consiglio Conte che (almeno a parole) allontana con forza l’ipotesi di un rimescolamento delle carte. 

Il rimpasto “in realtà non mi è stato chiesto da nessuna forza politica, e dati anche i temi che stiamo affrontando e la criticità del momento che il Paese vive mi sembra che possa interessare poco i cittadini, a me non interessa e credo non stia nemmeno a cuore delle forze politiche”, ha chiarito ieri sera il Premier conferenza stampa a Palazzo Chigi mentre illustrava l’ultimo DPCM, respingendo dunque un possibile cambio di ministri all’interno dell’esecutivo.

“Con i leader delle forze di maggioranza domani ci vedremo per valutare quali sono le priorità dell’azione di governo, faremo un confronto – ha continuato – la gestione della pandemia ci assorbe molto, ma dobbiamo pensare anche al futuro, al Recovery Fund e anche a iniziative di rilievo costituzionale. E bene confrontarci anche per dare nuova lena all’azione di governo”.

Si prova, dunque, a guardare al futuro, spingendo sul tesoretto in arrivo dal Recovery Fund (non si sa quando) e il nodo Mes ancora da sciogliere. 

Questa la linea tracciata davanti alle telecamere. In realtà, tutti sanno che a Palazzo Chigi il clima è piuttosto teso. Più di una indiscrezione, confermata dalle parole di certo non casuali pronunciate qualche giorno fa dal capogruppo PD (non proprio l’ultima ruota del carro)  Andrea Marcucci: “Deve valutare, lei e non altri, se i singoli ministri sono adeguati alle emergenze che stiamo vivendo e sempre a lei chiedo la verifica, visto quello che si legge, della tenuta della maggioranza”.

Con la seconda ondata della pandemia che ha costretto il Governo a fare retromarcia introducendo un lockdown light ma che comunque somiglia molto al precedente di marzo, con lo scontento di settori e interi categorie che aumenta di ora in ora, il Conte Bis è in fibrillazione.

Inutile nasconderlo, le difficoltà ci sono e nel mirino ci sarebbero in particolare due poltrone: quella del ministero dell’Istruzione occupata da Lucia Azzolina che alla fine ha dovuto fare un passo indietro gigantesco, rinunciando alla fetta più grande della didattica in presenza. Se alla fine dovesse cadere la rappresentante pentastellata, il Movimento 5 stelle è pronto a far pagare dazio agli alleati, chiedendo  lo scalpo della “dem” Paola De Micheli, non solo per i ritardi nell’adeguamento dei trasporti, ma anche per l’infinita questione Autostrade.

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