Governo in fibrillazione, Conte Ter o Draghi Uno? 

Mentre la curva dei contagi, purtroppo, impenna avanza l'ipotesi di uno tsunami politico

Non c’è pace per il Conte bis, nato sotto la cattiva stella dell’alleanza forzata tra PD e 5 Stelle, chiamato in tempi record a gestire un evento pressoché catastrofico come una pandemia, variabile che nessuno aveva messo in conto.

Ad alzare ancor di più l’asticella della tensione, ci ha pensato nelle scorse ore Andrea Marcucci che ha evocato addirittura il rimpasto, interrogandosi sull’adeguatezza di alcuni Ministri per affrontare l’emergenza in corso nel nostro Paese.

“Deve valutare, lei e non altri, se i singoli ministri sono adeguati alle emergenze che stiamo vivendo e sempre a lei chiedo la verifica, visto quello che si legge, della tenuta della maggioranza”. A far esplodere la bomba è nientemeno che il capogruppo del Pd durante le dichiarazioni in replica all’intervento del Premier al Senato.

“In una fase tanto grave per il Paese, in cui ogni sforzo va dedicato a sconfiggere il virus e la crisi, parlare di rimpasti appare una cosa fuori dal mondo. Gli italiani hanno bisogno di avere la certezza che il governo e la maggioranza si stanno occupando di tutelare la loro salute e l’economia. Il Pd si è assunto questa responsabilità, chi pensa ad altro sbaglia”. Prova a correggere il tiro il Senatore Franco Mirabelli vice presidente dei senatori del Pd.

“Di tutto abbiamo bisogno oggi, tranne che di mettere in discussione il governo. Forse il presidente Marcucci intendeva dire che ognuno di noi, anche i ministri, devono dare il meglio in questa drammatica situazione. Mi parrebbe altrimenti lunare porre il tema di un rimpasto di governo, tanto più con il momento che il Paese sta vivendo”, ribadisce la senatrice Roberta Pinotti.  

Smorza le polemiche sul nascere il segretario dem Nicola Zingaretti. “Il sostegno del Partito Democratico a questo Governo e ai suoi ministri è pieno e totale. Non in discussione. Posizione ribadita, tra l’altro, all’unanimità alcune ore fa dalla direzione nazionale sul voto della mia relazione”.

Neanche il tempo di arrivare a sera che arriva il passo indietro di Marcucci, che specifica di aver chiesto al premier non un rimpasto, bensì “di assumersi la responsabilità dell’azione di Governo, inclusa quella dei singoli ministri, e di aprire una fase di coinvolgimento parlamentare più profondo”.

Tutto risolto? Non proprio, secondo molti dietro all’uscita, tutt’altro che casuale, di Marcucci seguirebbe una linea, tracciata da tempo da Renzi. 

Nuovo tsunami politico in vista? “Siamo a un bivio. Tra qualche settimana o si fa un rimpasto per un Conte 3 o la strada è quella di un governo guidato da Mario Draghi”, questa la voce riportata dall’Adnkronos che cita ambienti parlamentari della maggioranza.

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