Governo, il vertice della “pace”: Andiamo avanti, priorità abbassare le tasse

Tregua tra Salvini e Di Maio che si danno il cinque alla fine del colloquio: un'immagine che sembra sancire - almeno per ora - il ritrovato sodalizio tra i due vicepremier

E’ durato circa due ore l’atteso vertice a tre tra il Presidente del Consiglio Conte e i due Vicepremier Salvini e Di Maio, il primo dopo le schermaglie della campagna elettorale per le Europee che hanno incoronato il leghista creando più di qualche squilibrio nell’esecutivo.

Un faccia a faccia dopo il richiamo del Premier che aveva ufficialmente tirato le orecchie ai due azionisti di maggioranza della formazione gialloverde, invitandoli a decidere una volta per tutte se andare avanti oppure restare ingabbiati nelle sabbie mobili di punzecchiate e frecciatine che in questi mesi sono state all’ordine del giorno.

Almeno per il momento, pace fatta con  Salvini e  Di Maio che si danno il cinque alla fine del colloquio: un’immagine che sembra sancire – almeno per ora – il ritrovato sodalizio tra i due vicepremier.

“Al vertice un clima positivo di chi vuole lavorare al massimo per l’Italia. Il primo obiettivo e la priorità in questo momento è abbassare le tasse e lavoreremo per questo”, ha detto Di Maio. Ottimismo anche da parte di Salvini: “Tutto bene al vertice. Il governo va avanti? Mai avuto dubbi. L’obiettivo comune è evitare l’infrazione garantendo la crescita, il diritto al lavoro e il taglio delle tasse. Non ci sarà nessuna manovra correttiva e nessun aumento di tasse“.

Sullo sfondo c’è da fare i conti con Bruxelles che ci ha richiamato più volte per via del debito, pronta a usare il pugno duro con tanto di procedura d’infrazione se l’Italia non dimostrerà di correre ai ripari, stavolta con azioni concrete.

E questo è il terreno scivoloso sul quale il Governo potrebbe arenarsi ancora.  Il Premier continua a perorare la necessità di fare “tutto il possibile” per “salvare i risparmi degli italiani”, Salvini però detta le sue regole e chiude a qualsiasi ipotesi di “manovra correttiva e aumento tasse” spalleggiato dal collega Di Maio che sposa la battaglia sulle tasse  ma non si spende sul no alla manovra correttiva.