Governo, Draghi cerca la (s)quadra: da programma a nodo ministri, le tappe

Tutti vogliono salire sul "tram" e la maggioranza allargatissima potrebbe complicare i piani dell'ex Presidente BCE che lavora alla sintesi

Obiettivo dichiarato – ma tutt’altro che semplice da raggiungere – riuscire ad incastrare tutti i tasselli di una nuova allargatissima maggioranza (dal Pd e Leu, passando per Lega e M5s fino a Forza Italia), salire al Quirinale con il puzzle completato e sciogliere la riserva dell’incarico ricevuto lo scorso 3 febbraio. Così, archiviato il primo round di consultazioni oggi, lunedì 8 febbraio si entra nel vivo con il secondo che, nelle speranze del Premier incaricato Draghi, dovrebbe essere l’ultimo per dare così un nuovo Governo all’Italia.

Dopo un giorno e mezzo di stacco nella riservatissima villa in Umbria, l’ex Presidente della BCE riprenderà le consultazioni dalle 15 con il gruppo Misto della Camera fino alle 17.30 con le Autonomie (in mezzo, il Movimento italiani all’estero, Azione, +Europa, i radicali, Noi con l’Italia, Cambiamo, Centro democratico).

Domani, giornata densa dalle 11 alle 17.15 I primi a sedersi di nuovo al tavolo con Draghi saranno i cosiddetti ‘responsabili’, il gruppo di Europeisti-Maie-Centro democratico nato al Senato dopo le dimissioni di Conte. Poi Leu, Italia viva, Fratelli d’Italia, Pd, Forza Italia, Lega e M5s. Non è escluso un confronto con le parti sociali. A questo punto, il quadro potrebbe essere chiaro per far scattare la sintesi del super banchiere, tutt’altro che facile da trovare.

SALVINI “INGUAIA” DRAGHI – L’inaspettato sostegno della Lega rischia infatti di scombussolare i piani di una maggioranza Ursula cambiando, di fatto, l’assetto che l’ex presidente della Bce potrebbe aver avuto in mente fino ad oggi per il suo esecutivo: non più un Governo tecnico, sia pure con una forte connotazione e presenza politica, ma un Esecutivo di unità nazionale più simile a quello che fu guidato da Dini. Con questo schema, l’asset squisitamente politico potrebbe essere compreso nella squadra dei vice e sottosegretari, con deleghe specifiche

Nel frattempo, nuova girandola di indiscrezioni sul toto-ministri:  Marta Cartabia per la Giustizia, tecnici come Lucrezia Reichlin, Dario Scannapieco, Daniele Franco o Luigi Federico Signorini per il MEF, anche se quest’ultimo – viene precisato in ambienti politici – sembrerebbe più orientato a futuri ruoli apicali in Bankitalia.

Nella serata di ieri, intanto, il premier uscente Giuseppe Conte ha parlato in un’assemblea congiunta dei gruppi M5S. Dall’ex Premier è arrivata ancora un’ apertura all’esecutivo di Mario Draghi. “Non è il momento dell’auto-isolamento, non possiamo trascurare il bene del Paese”, spiega Conte che, tuttavia, sottolinea di “non volere” entrare nell’esecutivo”.

Noi abbiamo una grande responsabilità verso il paese ma non dimentichiamo chi collabora lealmente e chi lo fa in modo irresponsabile: sappiamo chi ci ha voltato le spalle ed ora cerca di entrare per lucrare qualche vantaggio. Si cercherà di porre condizioni tali che alcuni soggetti non potranno più rimanere al tavolo. Ma noi, invece, al tavolo dobbiamo rimanere perché dobbiamo dare una prospettiva al paese e altre soluzioni diverse ora non ci sono”.

Settimana comunque, decisiva. Al Presidente Mattarella, Draghi potrebbe riferire mercoledì 10 o addirittura la sera prima, dopo i colloqui con i partiti. Nella migliore delle scalette, il successore di Giuseppe Conte e la sua squadra potrebbero giurare entro venerdì 12, mentre la fiducia del Parlamento potrebbe anche arrivare la settimana successiva, dopo il 14 febbraio.

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